giovedì 5 febbraio 2015

Yanis Varoufakis: il Guerriero Greco

Enea, Ulisse, Patroclo, Achille. Eroi della mitologia greca. Guerrieri del passato. Oggi, forse, la penisola ellenica ha trovato il suo guerriero del terzo millennio: Yanis Varoufakis, il neo ministro delle Finanze del governo di Alexis Tsipras.
Un duro, Varoufakis. A partire dal suo look informale, fatto di camicie fuori dai pantaloni, giacconi di pelle, scarponcini alti, ed il rigoroso rifiuto della cravatta d'ordinanza. E già questo, per me, è un segnale di discontinuità con i soloni di Bruxelles, con le liturgie e gli orpelli del cerimoniale europeo. Ma Varoufakis è un duro anche a parole, e a fatti: "la Grecia non riconosce la Troika, comitato costruito con cemento imputridito"; "siamo d'accordo nel non essere d'accordo"(riferendosi oggi all'incontro con il ministro delle finanze tedesco). Ed ancora, a proposito di fatti: su sua iniziativa il primo atto della prima riunione del neo governo greco è stato il blocco del decreto attuativo della privatizzazione del Porto del Pireo. Mica male.....
Ma Varoufakis è molto altro: un economista raffinato, cresciuto nelle migliori università del mondo, un professore (naturalmente di Economia...), un ex alto dirigente d'azienda.
Ovviamente con una padronanza dell'inglese (dopo decenni di vita all'estero) che fa quasi impressione (provate a sentire in giro per il Web).
La ricetta di Varoufakis per uscire dallo stallo del debito greco è semplice, brutale, niente affatto diplomatica: il debito va rinegoziato. Se possibile per buona parte estinto, ma comunqe rinegoziato. Punto. E per trattare Varoufakis mette un paletto: pagheremo quello che potremo pagare, vale a dire rimborseremo il nostro debito se e nella misura in cui la nostra economia crescerà.
Da qui l'idea di uno swap di dimensioni gigantesche. Non entro nel tecnico dell'idea del nostro guerriero greco, perchè piuttosto complicata da esporre in termini semplificati per i non addetti ai lavori ma per me....può funzionare!.
Varoufakis ha capito una cosa molto semplice: nessuno dei creditori della Grecia ha interesse a che la stessa fallisca. Dunque si può tirare la corda, fin quasi a spezzarla. Anzi, fino a quando Varoufakis non troverà uno più duro di lui (e a parte Draghi, che stamattina glielo ha ricordato, non se ne vede in giro neanche l'ombra) state certi che lui quella corda la tirerà fino ad un millimetro dallo strappo.


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