Finally....Mario!

Parafrasando la frase di benvenuto che i supporters del Liverpool dedicarono all'arrivo di Balotelli tra i Reds (poi sappiamo come sta andando a finire....) ecco dunque che  finalmente, dopo troppi mesi di attesa, anche la Bce ha compreso che non è più tempo di fioretto, ma di clava.
La stampa ha parlato invece di bazooka, forse esagerando nel giudicare il primo "quantitative easing" dell'istituto di Francoforte.
Sottolineo subito il "primo", perchè non è escluso (lo ha detto anche la Bce stessa) che a Settembre 2016, quando il piano terminerà, non ne possa partire un secondo. Dipenderà da come saranno, per allora, gli indicatori economici. Ricordo a tutti che negli USA, prima di vedere risultati tangibili in termini di crescita e soprattutto di occupazione, ne hanno dovuti varare ben tre. Uno più imponente dell'altro.
Ma veniamo alla "ciccia" che Draghi ha gettato in pasto ai mercati: 60 mld di € al mese di acquisto di titoli di stato, covered, mbs, e tutto il resto. Praticamente qualsiasi cosa di carta prezzata sui desks. Tutto pur di inondare di euro i forzieri delle banche, ripulirli da bilanci non proprio candidi, e costringerle a fare il loro mestiere, che è quello di prestare soldi.
E questo sarà, oltre che l'obiettivo più importante, anche il più difficile da raggiungere. Ma stavolta le forse messe in campo sono importanti. Stavolta non si scherza, come si è fatto in passato. Certo, parliamo di Europa, di stati litigiosi e di contrasti sempre vivi, per cui qualche paletto dai paesi nordici è stato messo (come la ripartizione al 20% delle eventuali insolvenze tra le banche centrali di ogni Stato). 
Gli altri obiettivi, pure importanti, che il piano si prefigge, sono GIA' stati raggiunti. Ma in questo caso l'ufficialità di ieri per i mercati è stata solo la ciliegina....la torta si era preparata per tempo. Bisognava solo capire gli ingredienti.
Al sodo: rendimenti dei titoli di stato in caduta libera, sia di quelli dei paesi solidi sia di quelli dei paesi periferici. Spread sui corporate ridotti. Euro debolissimo contro dollaro, che nella sola giornata di ieri si è apprezzato contro la nostra moneta di oltre il 2%!.
Euro debole uguale più competitività, dunque più esportazioni. E con il petrolio sotto i 50 $ al barile è una manna dal cielo. L'Europa che non produce materie prime oggi ha un vantaggio micidiale sul resto del mondo: può comprare a prezzi bassi con una moneta svalutata!.
Ma queste inusuali condizioni favorevoli non dureranno a lungo. Ieri, oggi, per le prossime settimane i mercati saranno ancora ubriachi. Gongoleranno nella terra di Bengodi ma se nel frattempo non si lavorerà a risolvere i problemi strutturali di una Unione Europea politicamente allo sbando il ritorno alla sobrietà sarà DURISSIMO.
Draghi può fare molto, ma non può fare tutto.
Parafrasando, finora eravamo come un paziente in attesa di un intervento chirurgico al cuore. Dovevamo farlo ma non avevamo un anestetico potente che ci consentisse di non soffrire durante l'operazione. Ora quell'anestetico ci è stato iniettato in vena, ed il bisturi può incidere. Con calma e con a disposizione un lasso di tempo più che sufficiente. Ma se il chirurgo avrà la mano tremolante e non riuscirà a farcela (riforme strutturali dei paesi periferici e poderosi passi avanti verso l' UNIONE POLITICA E FISCALE dell'UE) quando l'anestetico terminerà il suo effetto saremo al punto di partenza.

p.s.: L'immagine del post è una foto pubblicata da un giornale tedesco che secondo me fotografa bene quanto ho cercato, faticosamente, di spiegare.





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