venerdì 30 gennaio 2015

Rendimenti subatomici

Ogni giorno, spesso più volte al giorno, leggo i rendimenti dei titoli di stato in circolazione nel mondo. Sarà perchè  Bloomberg ha appena cambiato la sua interfaccia grafica (più accattivante devo dire) ma l'ultima volta che l'ho fatto, pur conoscendo praticamente a memoria quei dati devo dire che ne sono stato sorpreso.
Sciorinandone qualcuno penso che anche voi proverete lo stesso stupore.
Oggi sottoscrivere un Bund (titolo di stato tedesco di durata pari a 10 anni) rende, LORDO, un interesse ANNUO dello 0,35%.
La versione trentennale (30 anni...) offre un tasso di interesse, LORDO ANNUO, dell' 1,03%. 
Si dirà: certo, il rendimento è inesistente (anzi decisamente negativo considerando oneri, commissioni e tassazioni varie) ma è tale in quanto non c'è niente di più sicuro al mondo che comprare un titolo tedesco. Pochissimo rischio, pochissimo rendimento.
Che dire però di un Oat (titolo di stato francese sempre a 10 anni) che "offre" un rendimento lordo dello 0,58% annuo?. O di un nostrano Btp decennale che non va oltre un modesto 1,59% lordo annuo?.
Naturalmente c'è anche chi fa "meglio": un titolo svizzero a 10 anni è già in territorio negativo al lordo: -0,07%.
Quando ho aperto il Blog, circa due anni e mezzo fa, i rendimenti erano molto più alti: il Bund decennale era intorno al 2%....
Insomma, la "repressione finanziaria" della Fed, della Boj e ora della Bce, attuata attraverso massicci piani di quantitative easing, ha di fatto azzerato i rendimenti dei titoli di stato, facendone ovviamente impennare i prezzi.
Così non può durare, anche se, di fatto, la Bce fino ad almeno Settembre 2016 continuerà di questo passo.
Dunque la domanda delle domande è quando, non se, finirà il mondo irreale dei rendimenti subatomici. Tra gli addetti ai lavori si va da pochi mesi a dieci anni. Un range che non aiuta a farsi un'idea.
La realtà è che nessuno lo sa. Stiamo tutti navigando in acque sconosciute, in cui i creditori (i sottoscrittori dei titoli) PAGANO i debitori per detenere il loro debito!. Irreale....ma vero.




venerdì 23 gennaio 2015

Finally....Mario!

Parafrasando la frase di benvenuto che i supporters del Liverpool dedicarono all'arrivo di Balotelli tra i Reds (poi sappiamo come sta andando a finire....) ecco dunque che  finalmente, dopo troppi mesi di attesa, anche la Bce ha compreso che non è più tempo di fioretto, ma di clava.
La stampa ha parlato invece di bazooka, forse esagerando nel giudicare il primo "quantitative easing" dell'istituto di Francoforte.
Sottolineo subito il "primo", perchè non è escluso (lo ha detto anche la Bce stessa) che a Settembre 2016, quando il piano terminerà, non ne possa partire un secondo. Dipenderà da come saranno, per allora, gli indicatori economici. Ricordo a tutti che negli USA, prima di vedere risultati tangibili in termini di crescita e soprattutto di occupazione, ne hanno dovuti varare ben tre. Uno più imponente dell'altro.
Ma veniamo alla "ciccia" che Draghi ha gettato in pasto ai mercati: 60 mld di € al mese di acquisto di titoli di stato, covered, mbs, e tutto il resto. Praticamente qualsiasi cosa di carta prezzata sui desks. Tutto pur di inondare di euro i forzieri delle banche, ripulirli da bilanci non proprio candidi, e costringerle a fare il loro mestiere, che è quello di prestare soldi.
E questo sarà, oltre che l'obiettivo più importante, anche il più difficile da raggiungere. Ma stavolta le forse messe in campo sono importanti. Stavolta non si scherza, come si è fatto in passato. Certo, parliamo di Europa, di stati litigiosi e di contrasti sempre vivi, per cui qualche paletto dai paesi nordici è stato messo (come la ripartizione al 20% delle eventuali insolvenze tra le banche centrali di ogni Stato). 
Gli altri obiettivi, pure importanti, che il piano si prefigge, sono GIA' stati raggiunti. Ma in questo caso l'ufficialità di ieri per i mercati è stata solo la ciliegina....la torta si era preparata per tempo. Bisognava solo capire gli ingredienti.
Al sodo: rendimenti dei titoli di stato in caduta libera, sia di quelli dei paesi solidi sia di quelli dei paesi periferici. Spread sui corporate ridotti. Euro debolissimo contro dollaro, che nella sola giornata di ieri si è apprezzato contro la nostra moneta di oltre il 2%!.
Euro debole uguale più competitività, dunque più esportazioni. E con il petrolio sotto i 50 $ al barile è una manna dal cielo. L'Europa che non produce materie prime oggi ha un vantaggio micidiale sul resto del mondo: può comprare a prezzi bassi con una moneta svalutata!.
Ma queste inusuali condizioni favorevoli non dureranno a lungo. Ieri, oggi, per le prossime settimane i mercati saranno ancora ubriachi. Gongoleranno nella terra di Bengodi ma se nel frattempo non si lavorerà a risolvere i problemi strutturali di una Unione Europea politicamente allo sbando il ritorno alla sobrietà sarà DURISSIMO.
Draghi può fare molto, ma non può fare tutto.
Parafrasando, finora eravamo come un paziente in attesa di un intervento chirurgico al cuore. Dovevamo farlo ma non avevamo un anestetico potente che ci consentisse di non soffrire durante l'operazione. Ora quell'anestetico ci è stato iniettato in vena, ed il bisturi può incidere. Con calma e con a disposizione un lasso di tempo più che sufficiente. Ma se il chirurgo avrà la mano tremolante e non riuscirà a farcela (riforme strutturali dei paesi periferici e poderosi passi avanti verso l' UNIONE POLITICA E FISCALE dell'UE) quando l'anestetico terminerà il suo effetto saremo al punto di partenza.

p.s.: L'immagine del post è una foto pubblicata da un giornale tedesco che secondo me fotografa bene quanto ho cercato, faticosamente, di spiegare.





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