mercoledì 17 dicembre 2014

Quasi tutto previsto....

Nei mesi scorsi ho più volte scritto della probabile discesa del prezzo del petrolio a livelli intorno ai 60 $ al barile. Il 16 Ottobre scorso avevo scritto un post specifico sull'argomento, spiegando che la vertiginosa discesa era ed è attribuibile quasi esclusivamente alla volontà dei paesi produttori del Medio Oriente di tenere fuori dal mercato del greggio gli USA, ormai protagonisti del settore grazie al celeberrimo "Shale Oil", il petrolio estratto attraverso il fracking, procedimento assai costoso ed antieconomico con un prezzo del barile, appunto, intorno ai 60 $. Oggi il "Light Crude" quota intorno a 55 $: direi che ci siamo.
Nel senso che non credo che il prezzo scenderà ulteriormente. L'obiettivo è stato sostanzialmente raggiunto: spingere i prezzi ancora più giù comincerebbe ad essere un problema di redditività anche per paesi come l'Arabia Saudita. Più facile prevedere invece una prolungata (mesi?) fase di stabilizzazione intorno a questa quota. Avevo anche previsto un'accentuazione della fase deflattiva causata da un simile scenario: se il prezzo di una materia prima fondamentale come il petrolio scende è chiaro che anche tutti i prezzi ad essa collegati scenderanno, con un processo a cascata che determina, appunto, deflazione. Per deduzione, più deflazione significa naturalmente meno crescita....anzi...decrescita.
Questo il piano macroeconomico della vicenda. Ma il titolo del post è indicativo: non tutto è stato previsto. Già perchè la trasposizione di tutto quanto sopra sui mercati finanziari non è stata pedissequa, per così dire. Ci sono stati molti 2+2 che hanno fatto 4, ma altri che hanno fatto 3...o 5, senza alcuna logica se non quella del paradosso. E parlare di logica del paradosso è un ossimoro!.Tanto per fare un esempio è logico, per paura di una prolungata fase deflattiva (peraltro amplissimamente prevista...) che scendano i rendimenti del Bund, ma non è logica la tenuta dell'Euro, seppure su livelli molto più bassi di pochi mesi fa contro Dollaro. Perchè la deflazione c'è in Europa, non negli Usa, e quindi la pressione verso la Bce a tirar fuori il suo primo QE della storia avrebbe dovuto indurre una forte svalutazione della nostra moneta.
E perchè l' Oro è rimasto inchiodato a 1.200 $ l'oncia?.
Il risultato di tutta questa "confusione" è stato, nei fatti, una brusca correzione dei mercati azionari, che si sono mangiati in pochi giorni una bella fetta del rialzo del 2014; un'altrettanto significativa correzione dei mercati obbligazionari (tutti, governativi a tripla A esclusi) ed un senso di catastrofe imminente che a mio parere ha poco senso.
I problemi ci sono tutti, e l'orizzonte è fosco da anni, ma una fortissima discesa del prezzo del petrolio porta anche enormi benefici. Al momento tutti gli attori della finanza internazionale hanno "prezzato", di questo scivolone, solo gli svantaggi. Quando cominceranno a prezzarne anche i vantaggi si tornerà a salire. Forse anche prima della fine dell'anno.





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