martedì 4 novembre 2014

Killer Date: 30 Novembre, Svizzera


L'incipit del mio blog mi ricorda ogni volta che l'obiettivo che mi sono posto aprendolo è quello di cercare di aiutare il lettore a vedere per tempo "la curva improvvisa, il dosso nascosto, l'incrocio lontano".
Ebbene, il 30 Novembre prossimo potrebbe essere una data da non trascurare per il mercato dell' oro e delle valute in genere. Anzi, a dirla tutta, potrebbe essere una "killer date". Di cui ancora in pochissimi parlano, seppure manchino appena 26 giorni.
In Svizzera, infatti, si vota su un referendum propositivo assai singolare: tre FONDAMENTALI proposte che se dovessero ottenere la maggioranza dei voti provocherebbero sconquassi inimmaginabili.
Vediamole:
1) rimpatrio di tutto l’oro detenuto come riserva che oggi si trova al di fuori del territorio svizzero (vale a dire circa un 50% del totale). 
2) il divieto per la Banca Centrale Svizzera (SNB) di vendere ORO in futuro.
3) un parziale ritorno al “gold standard”. La banca centrale elvetica dovrà detenere almeno il 20% degli attivi in oro fisico. Se quindi verrà stampata una banconota da 100 CHF (franchi svizzeri), dovranno essere anche acquistati 20 CHF di oro. Lo storico "gold standard" in vigore fino a prima degli accordi di Bretton Woods prevedeva la totale corrispondenza tra il valore di quanto stampato su carta (banconote) e quanto detenuto in oro presso i caveau delle banche centrali.
Stamattina il presso dell'oro sui mercati internazionali è quasi ai minimi storici degli ultimi anni: intorno a 1.160 $ l'oncia, ben sotto quota 1.200 (già bassissima) che sembrava un limite al ribasso invalicabile.
Ora, se il referendum passasse è assolutamente prevedibile un rialzo fortissimo del suo prezzo, visto che per ottemperare alle nuove disposizioni la banca centrale svizzera dovrebbe comprare circa 1.500 tonnellate di oro nei prossimi 5 anni. Una quantità pari alla metà dell'oro estratto in un anno in tutto il mondo, e circa il triplo di tutto l'oro scambiato annualmente.
La soluzione alternativa, per rispettare il parametro del 20%, sarebbe quella di abbandonare il cambio "fisso" (che la stessa banca centrale svizzera si impose per non rafforzare la sua valuta) di 1,20 tra euro e franco svizzero. Facile anche qui immagine un immediato balzo del franco, che diventerebbe un gigante contro euro, ma anche contro dollaro.
E a proposito di dollaro..per eventualmente comprare l'oro la stessa Banca Centrale Svizzera dovrebbe pagare il dollari (valuta per la quotazione del metallo giallo). Il risultato sarebbe un rafforzamento del dollaro contro euro (l'unica valuta che da questa specie di gioco dell'oca uscirebbe a pezzi).
Sondaggi sulle intenzioni di voto non sono ancora usciti. Di certo l'iniziativa referendaria è meno stupida e velleitaria di quanto si pensi. A parte il primo quesito (quello sul rimpatrio dell'oro) che di fatto è solo propaganda ed il secondo, che non incide perchè la Svizzera di oro ne ha sempre venduto poco, il terzo ha l'obiettivo finale di ridare "solidità" e "consistenza" alla banconota cartacea, in questo caso il franco svizzero.
Anni di quantitative easing e di forti politiche monetarie espansionistiche hanno gonfiato all'inverosimile i bilanci di Fed e Boj. Il tentativo di riagganciare (anche se solo per il 20%) una banconota fatta di carta ad un valore assoluto e raro come l'oro è tutt'altro che un ritorno al passato!.







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