Correzione

Da qualche giorno i mercati azionari hanno preso la via della correzione, uno storno significativo e ad oggi certamente il più pesante del 2014.
Dopo i massimi storici delle scorse settimane, infatti, il Dow Jones ha perso circa il 5%, così come lo S&P 500. Un pò peggio ha fatto il Nasdaq. L'Europa naturalmente non è stata immune dalle vendite, e così il Dax, l'indice della borsa tedesca, dai massimi in area 10.000 punti è approdato ieri a poco più di 8.800. Meno 12%.
Come a solito si cercano i motivi (o le scuse...) che possano giustificare questa ondata di "lettera" sui mercati. L'umana natura ha sempre bisogno di fornire una spiegazione razionale ad ogni evento, specie se infausto, ed i mercati azionari non sfuggono alla regola.
Posso dire che di motivi ce ne sono, a cercarli, fin troppi: un prezzo del petrolio particolarmente basso, il timore che la ripresa americana sia più fragile del previsto, l'epidemia Ebola che sembra sempre più fuori controllo (nelle aree africane in cui si è più sviluppata), etc etc...
Tutti motivi validi, ma non sufficienti per parlare di un problema "vero", strutturale, che potrebbe compromettere il trend comunque rialzista degli ultimi anni.
Insomma, al momento siamo all'ennesima mini-correzione di questo 2014, che come pensavo  si è rivelato molto più volatile degli anni precedenti.
Ecco, il tema della volatilità attuale mi pare il più intrigante: drogati da anni di politiche economiche accomodanti i mercati azionari sono stati come cloroformizzati, con conseguente azzeramento della volatilità, che ne rappresenta un pò l'essenza più profonda. L'anima. Ora che la Fed, ed in parte anche la Boj, di fatto hanno lasciato intendere che prima o poi si dovrà tornare alla normalità i mercati cominciano a svegliarsi, ritrovando quell' "effervescenza" a cui per troppo tempo si erano disabituati.
Bollicine....


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