Avanti un altro!

Per la serie "sotto a chi tocca", o se preferite "avanti un altro", da qualche giorno un nuovo incubo default percorre i desks degli operatori finanziari. Stavolta, sotto la lente d'ingrandimento, è finito il Venezuela. 
Paese ricchissimo, pieno di giacimenti petroliferi (e non solo), il paese ancora orfano del carismatico leader Chavez, attualmente sostituito dal mediocre Maduro, in questi giorni vive ore di forti tensioni. L'inflazione è oltre il 60% annuo e la moneta locale, il Bolivar, si svaluta ogni giorno di più. Ad Ottobre, poi, il Venezuela dovrà rimborsare due bond per un totale di circa 4,5 miliardi di $ e non è ancora chiaro come e se riuscirà ad adempiere ai suoi debiti.
Non a caso, i CDS (i credit default swaps, sorta di assicurazioni contro il default di un paese impossibilitato a rimborsare i suoi titoli) sono schizzati in pochissimi giorni a vette inesplorate, decretando di fatto uno stato di massimo allarme.
Strano, come detto, per un Paese che siede sui più grandi giacimenti petroliferi del mondo. O forse no, visto che lo stesso oro nero da tanti mesi viaggia su prezzi decisamente inferiori alla soglia dei 100 dollari a barile.
Otto giorni fa Standard&Poor's ha declassato il rating del Venezuela a CCC+, ad un passo da "D" che come sapete sta per Default (fallimento). Certo oggi il paese del compianto Chavez è considerato da tutti il più pericoloso e speculativo tra gli stati sudamericani. Più dell'Argentina, tanto per capirci. 
Nel frattempo le scommesse sono aperte: per i pessimisti le scadenze dell' 8 e del 28 Ottobre non saranno onorate, e Maduro sventolerà bandiera bianca.
Per gli ottimisti nessun panico: in fondo il Venezuela incassa ogni anno 85 miliardi di $ dall'esportazione del suo petrolio e pagare 4,5 mld di $ di bond non dovrebbe essere un gran problema.
Sta di fatto che ancora in moltissimi si chiedono (forse retoricamente, perchè la risposta è molto probabilmente nella "struttura" di comando) come possa questo paese essere arrivato a tale stato di miseria e povertà con simili ricchezze nascoste sottoterra.
La foto di oggi è il grafico dei CDS venezuelani che mostra l'imperiale impennata del rischio.




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