giovedì 29 maggio 2014

Male il Pil USA nel 1° trimestre

Da pochissimi minuti è uscito il dato sulla revisione del Pil Usa nel primo trimestre. In prima lettura si era avuta una discesa dello stesso dello 0,1%. In questa seconda lettura, che sostanzialmente si concretizza in un processo di revisione e verifica del dato precedente (a seguito di una serie di approfondimenti tecnici), il dato è di -1% su base trimestrale!.
Una brutta bastonata, dato che le previsioni degli analisti erano addirittura per una crescita dello 0,6%. Per un paese che aveva la pretesa di crescere su base annua del 3% per il 2014 direi che questa secchiata di acqua gelida rende di fatto impossibile raggiungere il risultato sperato.
Probabilmente, anche se al momento i mercati sembrano snobbare la notizia, avremo una serie di conseguenze a livello di politica monetaria:
-La Fed potrebbe rivedere il suo piano di rientro dal QE3, ammorbidendo il Tapering.
-Il tasso di interesse sul decennale americano, di cui ho parlato tante volte, già rientrato da qualche settimana in area 250 bp, potrebbe cominciare a scendere verso quota 200, a tutto vantaggio del prezzo (e quindi dei fondi obbligazionari).
-La BCE potrebbe cominciare a porsi qualche dubbio prima di intraprendere, dal 5 Giugno prossimo, la strada tracciata dalla Fed, dato che a medio termine i risultati ottenuti non sembrano ottimali.
-I mercati azionari potrebbero prendere la via di una leggera correzione, sfruttando anche il fatto che ormai si viaggia di nuovo, almeno in america, su nuovi massimi.







venerdì 23 maggio 2014

La truffa di Banca Carige

Come sapete ieri è stato arrestato, con l'accusa di truffa, Giovanni Berneschi, ex presidente di Carige (Cassa di Risparmio di Genova) ed attuale vicepresidente di Abi (Associazione Bancaria Italiana). Tralasciando il dato "curioso" che nel giro di poco meno di un anno sono stati arrestati Presidente e Vice dell'Abi stessa, Berneschi è accusato, nella sostanza, di aver sottratto, insieme ad altri sette indagati, soldi dalle casse della banca per fini personali.
Ora, nel mio post del 23 Ottobre scorso, intitolato "Le Magnifiche 12", parlavo delle banche italiane in quel momento in amministrazione straordinaria. Carige era ed è tuttora una di queste.
Allora scrivevo:

Una banca in amministrazione controllata viene commissariata da Banca d'Italia, che procede in questa direzione per vari motivi, che naturalmente spesso cumulano tra loro: cattiva gestione del credito, sofferenze di vario tipo, gravi irregolarità contabili, reati di vario genere commessi dai gruppi dirigenti, etc. A volte si procede al commissariamento  anche quando vengono alla luce ammanchi, buchi di bilancio, sospetti su operazioni di riciclaggio, etc..."

Continuavo così:

" In teoria una banca viene posta in amministrazione straordinaria per tutelare i correntisti della stessa. In pratica spesso si procede a tale operazione quando è troppo tardi, ed il danno è stato già fatto".

Chiudevo il post con l'immancabile foto, la locandina del film "In fuga con il malloppo".....

Che tutto si sia puntualmente avverato non me lo ascrivo a merito, perchè era una previsione piuttosto facile. Come sarebbe stato facile prevedere, in un PAESE NORMALE (ma l'Italia purtroppo non lo è), l'arresto di Berneschi molto prima di due giorni fa......



giovedì 22 maggio 2014

"Riparte" il manifatturiero cinese

E' da poco uscito il dato sull'attività manifatturiera in Cina. E' al livello massimo da cinque mesi a questa parte: 49,7.
Siamo ancora sotto quota 50, spartiacque tra una fase espansiva (> di 50) e recessiva (< di 50) ma il dato è superiore al massimo precedente, che si attestava a 48,1.
In pratica, il segnale è chiaro: le politiche di stimolo attuate dal governo cinese cominciano a dare i loro frutti, in modo anche più veloce del previsto, tanto che il sottoindice relativo alla produzione è a 50,3. La Cina si trova di fronte ad un problema che farebbe tremare i polsi a qualsiasi economia: deve continuare a crescere a ritmi vertiginosi (7-8% annuo) senza scatenare inflazione o bolle speculative (come quella immobiliare). Per riuscire ad ottenere tutto questo è necessaria una politica monetaria raffinatissima, fatta di carota (espansione del credito, misure di stimolo, etc..) e bastone (riduzione dei tassi di sconto, politiche fiscali restrittive, etc). Molto più complesso, paradossalmente, di quanto dovrebbe fare la nostra BCE, cui invece basterebbe concentrarsi solo sulla crescita, dato che non soltanto in Europa non vi è traccia di inflazione, ma al contrario emerge sempre più chiaramente un preoccupantissimo quadro deflattivo.
Riflessi di questi dati molto buoni dalla Cina emergono anche dall'andamento delle borse dei paesi emergenti, tutte in positivo da inizio anno (alla faccia dei guru in giro per il mondo che prospettavo un collasso di questi mercati).



giovedì 15 maggio 2014

Pil Italia negativo nel 1° trimestre 2014

Ormai da anni è così. Puntualmente così. Inesorabilmente così. Governo, Bce, Ocse, e tutti gli istituti finanziari internazionali pronosticano sempre dati di crescita più che rosei per il nostro Paese. "Ripresa nel 2014", "La crisi è finita", "Il peggio è passato", etc....
Credo che ognuno di voi avrà sentito queste frottole più e più volte negli ultimi tempi. Le previsioni sono sempre fauste, sempre positive, sempre ottimistiche.
Poi arrivano i dati, quelli veri, quelli da cui non puoi nasconderti. Ed allora ecco che il quadro muta. Invariabilmente, a primavera di ogni anno, cominciano ad uscire i primi elaborati statistici e di colpo ciò che doveva sembrare fantastico diventa dapprima ottimo, poi buono, poi sufficiente, per arrivare a fine anno a modesto, difficile, deprimente.
Oggi è uscito il dato sul Pil Italiano del 1° trimestre 2014. Ci avevano tutti raccontato che saremmo cresciuti di un +0,5%. 
Abbiamo fatto un  -0,1%, peggio dell'ultimo trimestre 2013, che perlomeno si era chiuso in pareggio.
Scommetto (ma è una scommessa facile da vincere) che subito dopo le elezioni europee tutti ci verranno a dire che la crisi non è finita, che il peggio non è passato e che non lo abbiamo ancora dietro le spalle.....


giovedì 8 maggio 2014

Josè Mujica

Un paio di  sere mi è capitato di vedere la trasmissione "Visionari", condotta da Corrado Augias, in cui si trattava il tema della fine del capitalismo. E si esaltavano le doti "divinatorie" di Karl Marx.
Fin dall'inizio di questa crisi ho sempre sostenuto (e scritto anche qui) che il tempo che stiamo vivendo sarà ricordato come la lunga agonia del Capitalismo. Una pluridecennale (ad andar bene) transizione da un mondo fondato sulla produzione e sul consumo di merci (Terra, Lavoro e Capitale- i tre fattori del Capitalismo) ad uno nel quale il Lavoro sarà effetto e non causa. Vale a dire un mondo in cui si lavorerà solo quando necessario (concetto diverso dalla decrescita).
Una struttura sociale nella quale le merci verranno prodotte solo quando se ne avrà la reale necessità, e non il contrario, come accade oggi. Perchè nella realtà fattuale le merci prima vengono prodotte, in quantità abnormi ed assolutamente spropositate, e poi si induce gli individui a comprarle. Fino a quando il meccanismo ha funzionato, il mondo è andato avanti. Quando si è inceppato una prima volta, a cavallo degli anni settanta con le crisi energetiche, nacque - o meglio, fu definitivamente strutturato "a sistema"- il Credito. 
Era facile continuare il meccanismo di induzione al consumo, ma gli individui avevano terminato le loro disponibilità monetarie. I conti correnti erano a secco. Così nacque il Credito come risposta al bisogno di denaro per scatenare la parte più deleteria del Capitalismo, la sua coda velenosa: il Consumismo.
Ora siamo nella seconda fase, quella in cui neanche il credito riesce più a stimolare i consumi. Sia perchè di credito non se ne fa più, sia perchè quello prodotto di fatto non viene speso (la deflazione mondiale ne è un esempio perfetto).
Ma una spiegazione lucidissima di tutto questo, è nelle parole del presidente dell'Uruguay, Josè Mujica, che vive in povertà e va in giro con i sandali.
La frase la incollo sotto ed è secondo me rivoluzionaria....



"Perchè quando tu compri con i soldi... non stai comprando con i soldi, stai comprando con il tempo della tua vita che hai dovuto impiegare per guadagnare quei soldi. E l'unica cosa che non si compra è la vita. Quindi bisogna essere avari nel modo di spenderla. 

E vedo che l'Umanità è impazzita perdendo tempo. Non ha tempo per i figli, non ha tempo... quando sei giovane non ha tempo per la fidanzata, poi non ha tempo per i figli, poi per un'altra cosa, quindi quando te ne rendi conto sei un vecchio reumatico ed hai passato il tempo pagando la carta di credito, e quant'altro.
Quindi la mia austerità è un modo di mostrare: ragazzo non prendere quel cammino."Jose Mújica




martedì 6 maggio 2014

La nuova tassazione delle rendite finanziarie

Dal 1° Luglio 2014, come sapete, entrerà in vigore la nuova tassazione delle rendite finanziare, che passerà dall'attuale 20% al 26%.
Per evitare confusione ed imprecisioni che in questi giorni non mancano ho pensato di allegarvi una tabella riepilogativa.
Come potete vedere, sostanzialmente ogni forma di risparmio subisce la nuova tassazione, fatta esclusione per i titoli di stato italiani, fermi al 12,5%. Peraltro, ogni strumento di investimento, come ad esempio i fondi comuni, che avessero in portafoglio gli stessi titoli italiani, pagheranno per quella parte sempre il 12,5% (c.d. "white list").
Naturalmente, la nuova aliquota scatterà per le plusvalenze maturate dal 1° in poi. Per fare un esempio: se avete in portafoglio un fondo comune che a fine 2014 avrà maturato il 5% di rendimento, di cui il 3% fino al 30 Giugno ed il restante nella seconda parte dell'anno la tassazione sarà del 20% sul 3% e del 26% sul 2% successivo.



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