lunedì 28 aprile 2014

Anche quest'anno Sell in May?.

Lo scorso anno, di questi tempi, avevo scritto un post paventando la possibilità di un Maggio 2013 in discreta correzione per i mercati azionari.
La ragione era di tipo statistico: in moltissimi anni del passato il mese di Maggio è stato caratterizzato da ripiegamenti più o meno importanti, ma tutti di una certa consistenza. La statistica è talmente impressionante che gli americani hanno coniato, come ho scritto, un proverbio ad hoc: "Sell in May and go away", vale a dire "Vendi in Maggio e vattene via".
E di fatto, anche lo scorso anno rispettò il proverbio, seppure con un andamento anomalo: nei primi giorni del mese i mercati continuarono a crescere, mentre sul finale di Maggio ci fu una decisa correzione, che finì per divorarsi i rialzi dei giorni precedenti.
Ecco dunque che la domanda si pone anche per questo 2014.
La risposta è, naturalmente, molto complicata ma per quanto mi riguarda voglio scommettere un pò e sbilanciarmi. Poi vedremo se ci avrò preso. Dovessi toppare, avete fin d'ora facoltà di insulto libero!.
Ebbene, secondo me quest'anno a Maggio NON si scenderà. Andremo laterali e forse porteremo a casa anche qualcosa.
La motivazione di un tale (IN)sano ottimismo sta nel constatare che di fatto i mercati azionari ed obbligazionari in questo scorcio d'anno non hanno praticamente nè perso nè guadagnato. Riprendo dunque le considerazioni del post "2-2 e palla al centro" e penso che di fatto non ci siano le condizioni per scendere perchè fondamentalmente.....non si è saliti.
Certo, qualche settore, qualche asset, potrà ben fare storia a se, ma se i prodotti d'investimento nelle vostre mani sono forti, solidi, e soprattutto ben gestiti e diversificati, non credo che soffriranno troppo durante il prossimo mese. Sono quelle situazioni in cui a volte il danno è procurato, nel senso che in un contesto generale tutto sommato neutrale il gestore o il money manager che volessero "inventarsi" qualcosa di nuovo potrebbero seriamente farsi del male e compromettere le performances future.
Stay tuned!.



mercoledì 23 aprile 2014

Massa Monetaria e velocità di circolazione della Moneta


Da moltissimo tempo non pubblicavo un post nella sezione "educational", un pò perchè il ritmo serrato degli eventi non mi ha permesso di farlo ed un pò perchè la teoria in finanza serve, secondo me, quando è direttamente ed immediatamente applicabile alla realtà. 
Il grafico, sconcertante assai, che vi propongo oggi è relativo alla velocità di circolazione della Massa Monetaria negli Stati Uniti negli ultimi 10 anni. Per essere capito è necessaria, per chi non avesse sufficienti competenze tecniche in materia, qualche piccola spiegazione.
Con il termine "Massa Monetaria" si indica convenzionalmente la quantità di moneta presente in un determinato sistema economico in un dato momento storico. In altre parole, e purtroppo banalizzando molto, potrei dire che la Massa Monetaria è l'insieme di tutto il denaro presente, più o meno liquido e più o meno immediatamente disponibile. Denaro, comunque, solo denaro. Quindi da questo dato vanno esclusi immobili, oro, etc....
Nel corso degli anni, proprio per distinguere, ad esempio, il denaro sotto forma di banconota o moneta da un deposito bancario o dalla liquidità presente su un conto corrente, si sono classificati tre tipi di Massa Monetaria: M1, M2,M3.
Il grafico che potete vedere prende in considerazione la M2, che senza entrare nel tecnico è l'aggregato che ritengo più interessante per quanto voglio dirvi: il rischio di deflazione in tutto il mondo è sempre più forte.
Il grafico mostra  la Velocità di circolazione della M2, disastrosamente scesa dal 2004 ad oggi. Tassi a zero, quantitative easing, stimoli monetari di tutti i tipi non hanno prodotto alcun risultato.
Meno velocità di circolazione della moneta significa meno scambi. La gente non si scambia i soldi, questa è la verità. Non li scambia, cioè non li spende per acquisti di beni e servizi. Se non si spende non si consuma. Se non si consuma i prezzi scendono. Se i prezzi scendono si ha DEFLAZIONE.
Credo che ora la "lettura" del grafico vi sia molto più agevole e vi permetta di capire bene a che triste punto siamo arrivati.....E non è tutto, perchè il grafico mostra l'andamento della M2 negli Stati Uniti, che hanno avuto comunque una buona ripresa post recessione, dalla quale almeno ufficialmente sono usciti. In Europa ci siamo ancora dentro con mani e piedi e questo processo deflattivo non potrà troppo a lungo essere sottovalutato dalla BCE. E' ora che Draghi intervenga, con massicci piani di quantitative easing, affinchè cominci a circolare in giro per l'Europa più denaro e più velocemente possibile.
p.s.: il grafico è estrapolato dal sito della Federal Reserve di Saint Louis, a cui potete accedere tramite il link che da tempo è presente nel blog.




martedì 22 aprile 2014

2-2 e palla al centro

Appena passata la Santa Pasqua è forse il caso di fare un primo bilancio di questa prima parte del 2014. Sul fronte azionario ci sono stati due tentativi di andare oltre i 1.900 punti di S&P 500 (sarebbero stati nuovi massimi) entrambi falliti, seppur di pochissimo. E due correzioni, una più significativa fino a 1.740 (sempre di S&P 500) e la seconda terminata a 1.800. Ora i mercati sono di nuovo risaliti e sostanzialmente il risultato è quello di trovarci quasi esattamente come al primo giorno dell'anno. 2 a 2 e palla al centro, dunque. La lettura di questi movimenti mi rincuora non poco, perchè (modestia a parte) avevo previsto, per i mercati azionari 2014, una situazione del genere, con ampie fasi oscillatorie ed andamenti laterali. Non mi sorprenderebbe vedere un proseguimento di tale scenario fino a tutta l'estate, con invece un bel rally per fine anno.
Sui mercati obbligazionari siamo grosso modo a considerazioni simili, tranne per alcuni paesi periferici dell'area Euro, come Italia, Spagna e Grecia, che hanno visto crollare i rendimenti sui loro titoli in conseguenza dei vari "paracadute" sparsi dalla BCE.
Va anche detto che tali paesi, ai quali aggiungo Portogallo e Irlanda (i famosi Piigs, per intenderci) hanno anche approntato significative riforme (forse solo l'Italia è quella che ancora su questo fronte deve inseguire gli altri) che hanno permesso forti riduzioni degli spreads e rifinanziamenti a tassi oggi molto più "respirabili" che in passato.
Sul fronte invece dell'obbligazionario più investment grade poco da dire: decennale americano inchiodato nel range di cui ho parlato ormai decine e decine di volte, cioè area 250/270 basis points, e analoga situazione per gli altri mercati di pari solidità.
La vera novità che però potrebbe venir fuori alla distanza nel 2014 è quella dei Paesi Emergenti. Bond ed Equity di queste aree erano previsti da tutti ad inizio anno in perdurante difficoltà, ed invece (come spesso la storia insegna, quando sui mercati c'è unanimità è meglio sempre assumere un atteggiamento contrario) sono tutti in attivo, in alcuni casi in forte attivo. Probabilmente ci si è accorti di averli bastonati troppo lo scorso anno e dunque questo potrebbe essere l'anno di un recupero, anche significativo.




giovedì 10 aprile 2014

Riscossa Greca

Chi non muore si rivede, recita il detto. Ed è proprio il caso di dirlo per la Grecia, tornata dopo ben 4 anni sul mercato internazionale delle emissioni obbligazionarie. Un calvario economico e sociale che ha devastato il paese ellenico, creando ampie e profonde zone di povertà assoluta, assimilabile a quella di molti paesi dell'Africa mediterranea. Nei momenti più drammatici della crisi il rendimento dei titoli greci a 10 anni è arrivato a quasi il 30% annuo(!!): un livello di ampio default. Oggi, dopo infiniti piani di austerità, tassazione selvaggia, lotta all'evasione, tagli feroci alla spesa pubblica e qualche azione di rilancio economico intelligente, come la riduzione al 10% dell'iva per moltissimi servizi legati al turismo, il paese torna sul mercato dei bonds, e lo fa collocando 3 miliardi di euro di titoli a 5 anni allo strabiliante (al ribasso, ovviamente) tasso del 4,95%, con ordini superiori ai 20 miliardi euro, provenienti da oltre 550 soggetti.
Non tanto lontano dai tassi di paesi come l'Australia, tanto per capirci. Segno che i mercati sanno premiare chi dimostra di fare sul serio. Che poi questo si sia tradotto in una carneficina sociale è, ahimè, altrettanto vero e molto più doloroso. Ma la finanza, come ho scritto tante volte, si occupa solo del suo lavoro, che sostanzialmente è quello di ricercare le migliori occasioni di rendimento sui mercati, di qualsiasi genere esse siano.
Un risultato dunque clamoroso. Pura fantascienza se paragonato a quelle tremende giornate del 2010 e poi ancora del 2011.
La Grecia resta così con  ratings ampiamente non investment grade, ma ormai lontani dallo spauracchio della famosa "D", che sta per Default (fallimento). E, ciliegina sulla torta, per il 2014 si prevede una crescita del Pil molto buona, forse vicina al 3%.
Olè!.



mercoledì 9 aprile 2014

Ci sono, ci sono...

Scusate il ritardo, mi verrebbe da dire. E' circa un mese che non aggiorno il Blog, e me ne scuso. Purtroppo impegni lavorativi di non poco conto mi hanno impegnato molto in questi giorni. Prestissimo tornerò ad annoiarvi con improbabili commenti sul mondo della finanza.
Dite la verità: non ne sentivate il bisogno eh??. :-)



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