martedì 25 febbraio 2014

Nuovi massimi


1847,61 punti è la chiusura dell'indice S&P 500 di ieri sera. Dunque il paniere che racchiude i 500 titoli azionari più grandi degli Stati Uniti ha toccato un nuovo massimo storico, il che, come sottolineavo la volta scorsa, decreta la fine ufficiale della correzione. Per la verità, il Dow Jones non ha ancora raggiunto, a sua volta, un nuovo record storico, per cui un piccolo margine di incertezza lo lascerei. Però è fuor di dubbio che il clima sembra di nuovo volgere al sereno.
Buona la tenuta anche del mercato obbligazionario, a sua volta in significativo recupero dall'inizio dell'anno. I fondi di investimento di player come Pimco sono in saldi positivi che oscillano da +1% a +2%. Rimane più indietro l'obbligazionario paesi emergenti ma va rilevato che il T-Bond americano sembra aver trovato una forte base di consolidamento intorno ai 270/280 basis points.
Ora ci attendono le prime trimestrali, poi gli stress tests della Bce sulle banche europee. Il primo ostacolo potrebbe rivelarsi di scarsa difficoltà, ed essere superato di slancio. Il secondo, al contrario, secondo me sarà molto più duro da affrontare, e temo che lascerà strascichi pesanti sulle valutazioni azionarie di non pochi istituti di credito.
Insomma, il cielo non è ancora perfettamente terso, ma le nubi sembrano in veloce dissolvimento.









lunedì 17 febbraio 2014

Correzione 3.0: ai titoli di coda?

Dopo il forte rimbalzo a 15.600 punti di Dow Jones la fase di recupero dei corsi è continuata anche la scorsa settimana. Adesso il Dow quota, con l'ultima chiusura, 16.154. Come avevo scritto, sopra i 16.000 punti si aprivano non solo spazi di recupero ancora più ampi (e i 154 punti in più sono lì a dimostrarlo) ma probabilmente si poteva già cominciare a guardare più avanti ancora. Alla fine della correzione. In fin dei conti, dai massimi si è scesi di circa il 7% (per poi recuperare), e lo si è fatto in 4/5 settimane. Praticamente il manuale dei ritracciamenti. Per mettere la parola fine alla prima turbolenza dell'anno occorrerà però che i mercati azionari USA tocchino nuovi massimi storici. Manca ancora poco ma come disse il vecchio Trap "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco". E si badi bene: dovranno essere proprio nuovi massimi, perchè se anche si arriverà a pochissimi punti dai precedenti il rischio sarà quello di aver creato una "figura" grafica che gli analisti tecnici chiamano "doppio massimo", fuoriera di una nuova, e più pesante di quella attuale, correzione.


lunedì 10 febbraio 2014

Primo rimbalzo

15.600 punti del Dow Jones era la mia personale scommessa come livello di supporto per la correzione ancora in atto. Come scrivevo nell'ultimo post quei 15.372 punti andavano parametrati con un filtro di un 2-3%. Ebbene sul livello indicato c'è stato un primo importante rimbalzo, con l'indice che venerdì scorso ha chiuso in area 15.800. Solo il superamento di 16.000 punti rappresenterà il primo tentativo di inversione del mini trend ribassista, ma per il momento possiamo dire che le acque sono meno agitate di una settimana fa. Anche perchè proprio venerdì scorso è uscito il dato sulla disoccupazione americana, indice importantissimo per capire le prossime mosse della Fed. La disoccupazione è scesa al 6,6% dal 6,7% ma i nuovi occupati nel mese di Gennaio sono stati inferiori alle attese: 113.000 contro i 180.000 previsti. Una specie di 1-1 nella gara tra chi sostiene l'aumento del Tapering e chi invece propende per un ciclo espansivo non ancora vigoroso ma anzi fragilissimo. E però venerdì il rimbalzo è proseguito, ed il segnale più chiaro che ho percepito io è che questa è proprio una semplice correzione e niente più: fosse stata un'inversione di trend si sarebbe comunque sfruttato il "pareggio" per trasformarlo in una sconfitta. Ed invece si è visto il bicchiere mezzo pieno.
Ad maiora...


martedì 4 febbraio 2014

Correzione 2.0

Un paio di posts fa indicavo la possibilità di una correzione con un punto interrogativo, perchè il movimento di discesa dei corsi sui mercati azionari era appena all'inzio e non ancora consolidato. Ora si può tranquillamente togliere quel punto di domanda: è in atto la prima correzione di un certo livello da parecchi mesi a questa parte. 
Parlavo di un movimento che avrebbe potuto far scendere i corsi del 5-10% dai massimi raggiunti a fine 2013. Ad oggi il Dow Jones, l'unico indice meritevole di attenzione in fasi come queste, perde il 7,15% da inizio anno. Siamo quindi, FORSE, a metà del guado. Il primo livello supportivo sul quale scommettevo in una ripresa del trend primario rialzista ha per il momento ceduto: 15.600 è stato infranto in fretta. Ma non è ancora detta l'ultima parola, su questo argine: siamo a 15.372, e siccome l'analisi tecnica ci consiglia sempre di applicare un filtro di un 3% al rialzo ed al ribasso come soglia di tolleranza direi che ancora la scommessa che avevo fatto non è del tutto persa...
L'RSI comincia ad entrare in ipervenduto, il che potrebbe generare anche un forte rimbalzo. D'altro canto, non si vede ancora il sangue sui mercati. Non c'è nessun washout.
Per la cronaca, un washout, come ho scritto qui credo più di un anno fa, è traducibile in italiano con il termine sciacquone. Una seduta in forte ribasso, con panico diffuso in tutto il mondo e corsi giù in caduta libera sono un washout. I mercati "scaricano" ansie e paure generalizzate e si preparano a ripartire. E' un momento "catartico", che non sempre si verifica ma che al suo verificarsi è sempre un ottimo segnale di recupero.
I mercati obbligazionari, al contrario, danno segnali incoraggianti: il T-Bond americano è tornato incredibilmente a saggiare livelli di parecchi mesi fa, con un rendimento in forte discesa a 260 basis points. E' "fly to quality" puro, viaggio verso porti sicuri. Anche se in questo caso un viaggio del tutto paradossale. Con un incremento deciso qualche settimana fa del Tapering i rendimenti sarebbero dovuti salire, perchè il terreno dei compratori frana sotto i piedi con il progressivo defilarsi della Fed. Ed invece, oplà, come insegna la finanza, niente è scontato. Niente segue i libri di economia. La teoria è materia per premi nobel e non per la bassa manovalanza della finanza. Dunque tutti compratori di bonds sicuri.
A questo punto, dato che Fed e Bce, secondo me, non lasceranno correre troppo questa correzione, mi attendo da parte loro, soprattutto dalla seconda che come si dice in gergo sta rimanendo un pò troppo "dietro la curva" (cioè non guida i mercati ma li subisce), qualche segnale concreto in termini di espansione della massa monetaria e stimolo all'economia.


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