martedì 31 dicembre 2013

Buon Anno!

A tutti voi auguro un 2014 sereno e  ricco di soddisfazioni. Ci attende un anno difficile per quanto riguarda gli investimenti: i mercati azionari sono sui massimi, almeno quelli americani e parte di quelli europei, e di fatto una correzione, anche del 5-10%, ci starebbe tutta e sarebbe assolutamente fisiologica e salutare. I mercati obbligazionari, invece, dopo un 2013 certamente non facile (e qui la correzione c'è già stata) sono vicini ad un bivio, il cui punto di partenza è facilmente identificabile nel rendimento attualmente raggiunto dai Treasuries Bonds a 10 anni: 3%. Gli altri assets sono al palo od in forte ripiegamento: l'oro chiude un 2013 disastroso ed anche altre materie prime come il petrolio non hanno brillato, tutt'altro.
Il 2014 sarà probabilmente uno degli anni più difficili da "impostare" dell'ultimo decennio, stretto tra germogli di ripresa sempre più robusti oltre oceano e, al contrario, molte nubi ancora all'orizzonte nel vecchio continente.
Sarà l'anno degli stress tests per gli istituti bancari dell'UE, e questo potrebbe riservare molte amare sorprese (gli ultimi anni di Mps ne sono una conferma) e potrebbe essere anche l'anno di una svolta importante nella politica monetaria della BCE, che appare sempre più determinata ad approcciare uno stile aggressivo ed espansivo.
Sarà anche l'anno chiave per il Giappone, che verificherà se la politica ultraespansiva della BOJ avrà avuto effetti duraturi e per l'India, chiamata a delicate elezioni politiche che potrebbero stravolgere completamente gli attuali assetti di governo, con ripercussioni (anche favorevoli) per tutto il mondo degli "emergenti".
Insomma molta carne al fuoco.
La speranza è quella di non scottarsi mentre la si rigira sulla brace.
Di nuovo buon 2014 a voi ed ai vostri cari!.



venerdì 27 dicembre 2013

Le previsioni di un anno fa: chi ci ha preso?

Chi segue (ahilui!) il blog da almeno un anno ricorderà che in questo periodo, dodici mesi fa, avevo postato le previsioni per il 2013 rilasciate dai principali "guru" del mondo della finanza. Visto che siamo agli sgoccioli dell'anno e si può senz'altro dire che ormai i giochi sono fatti è interessante, nonchè divertente, andare a vedere chi ci ha preso e chi invece ha clamorosamente toppato. 
Edouard Carmignac, fondatore dell'omonima casa d'investimento francese ha azzeccato alla grande la previsione su di un forte rialzo dei mercati azionari, che a suo modo di vedere si sarebbe scatenatao a seguito delle politiche accomodanti della Fed e della Bce. Così è stato.
Disco verde anche per Warren Buffett: anche lui era bullish sull'azionario e moderatamente negativo sull'obbligazionario.
Un bel 6  anche per Jim Rogers, che ha alternato previsioni azzeccatissime ad altre rivelatesi decisamente un flop. Era bullish sull'azionario e qui ci ha preso. Ma era soprattutto convinto che i paesi emergenti avrebbero fatto meglio di tutti ed invece sono stati i peggiori. Credeva molto nella Russia e nella Cina, che invece sono rimaste al palo. Ha azzeccato in pieno le difficoltà dell'obbligazionario e quelle dell'oro. Toppato invece il giudizio negativo sulle borse europee (che sono invece andate tutte bene).
Dietro la lavagna per le previsioni 2013 vanno Bill Gross di Pimco e soprattutto George Soros: il primo consigliava oro e petrolio (entrambi andati malissimo), azionari emergenti quotati in valuta locale (ancora male) e titoli di stato americani legati all'inflazione (non ci siamo...). Si è salvato un pò in merito alle previsioni azzeccate sulle azioni di banche e assicurazioni (ma è troppo poco per la sufficienza).
Il secondo "asino" dell'anno, George Soros, merita invece una bocciatura sonora: per lui il 2013 doveva essere solo ed esclusivamente l'anno dell' oro. Peccato che invece le quotazioni del metallo giallo hanno perso in questo anno oltre il 30%.....
Dunque anche i grandi guru (ma si sapeva) sbagliano, a dimostrazione che costruire portafogli sempre vincenti, anno su anno, è impresa pressocchè impossibile. Molto meno difficile, invece, e certamente più sensato, è costruire portafogli ben bilanciati, in grado di offrire performances costanti nel tempo (anche se mai capaci di ottenere il massimo assoluto possibile) e soprattutto allineati alle esigenze ed alla propensione al rischio dell'investitore.

p.s.: per chi volesse rileggersi le previsioni per il 2013 è sufficiente cliccare, nell'archivio dei posts, sul mese di Dicembre 2012.


giovedì 19 dicembre 2013

E Tapering sia!

Dunque ci siamo. Dopo mesi e mesi di discussioni, riflessioni, dichiarazioni, ripensamenti e quant'altro finalmente ieri la Fed ha deciso di cominciare, a partire dal prossimo mese, il cosiddetto Tapering, cioè il piano graduale di riduzione degli stimoli monetari che da cinque anni a questa parte la stessa aveva iniettato nel sistema economico americano.
Vi dico subito che il Tapering, al momento, è poco più che simbolico: dagli 85 miliardi di dollari al mese immessi nel Paese la Fed scende a 75. Quindi solo 10 mld in meno. Però è un inizio, e soprattutto è la certificazione di uno stato economico del paese assolutamente dignitoso.
Nel post "Strong jobs reports" avevo previsto l'inizio del Tapering proprio adesso, ed avevo pronostico mercati azionari in forte ascesa e mercati obbligazionari in discesa o quantomeno fermi al palo. La giornata di ieri ha confermato alla grande questo quadro: Dow Jones su del 1,84% e Treasuries bonds a 10 anni vicini alla soglia che avevo indicato (3%): 2,89%.
Il ragionamento fatto dai money managers è stato semplice: la Fed comincia il Tapering ma lo fa blandissimamente, ciò vuol dire che c'è tempo per organizzare una eventuale "ritirata" dal mercato. Per contro, l'azionario resta un asset ancora a buoni prezzi per cui si può continuare  a comprare.
La cosa che trovo positiva è stata la reazione non scomposta dei bonds: il rendimento ieri sera poteva schizzare anche oltre la soglia del 3%, ed invece pur salendo si è attestato sotto il 2,9%. Questo certamente perchè c'era già un "effetto sconto", ma forse anche perchè ci si comincia a rendere conto che di fatto il Tapering A) non comporta un aumento dei tassi e B) gli stessi tassi (Fed funds) rimarranno vicini allo zero ancora per molti anni.
Dunque prima di seppellire i bonds aspetterei almeno la fine dell'anno per vedere il livello dei rendimenti sui treasuries.


venerdì 13 dicembre 2013

Senza commento....

Il grafico che allego oggi è stato elaborato da Eurostat, l'Ufficio Statistico dell'Unione Europea. Quindi non è un grafico di una società privata, o di un ufficio studi più o meno spinto da conflitti di interesse o motivazioni di altro genere. Ebbene, come vedete, il grafico mostra la percentuale della popolazione, per paese dell'Unione, a rischio povertà.
L'Italia ha il 30% della sua popolazione che corre tale rischio.
Ogni commento mi pare superfluo.....


lunedì 9 dicembre 2013

Dopo Cipro la Slovenia?

Un altro spettro, direbbe Karl  Marx, si aggira per l'Europa : la Slovenia. Il piccolo stato, membro dell' Unione Europea (dal 2004) e nostro vicino, ha soltanto due milioni di abitanti. Capitale Lubiana, dal 2007 ha anche adottato l'Euro come moneta nazionale. E proprio l'Euro è molto probabilmente una delle cause che la sta portando dritta alla bancarotta. La Slovenia ha un grossissimo problema: deve ricapitalizzare le sue banche. Come fu per Cipro. Oltre 8 miliardi di € sarebbero, secondo Fitch e Reuters, i crediti in sofferenza che le banche slovene avrebbero in pancia. Un livello insostenibile, che richiederebbe una ricapitalizzazione delle banche stesse per almeno 5 miliardi. Soldi che ovviamente il governo sloveno NON ha. In questi mesi la situazione è peggiorata piuttosto velocemente ed al momento il Governo non ne vuol sapere di chiedere aiuto ai fondi dell'Unione Europea, ben conscio che questo aprirebbe le porte ad un commissariamento bello e buono. L'alternativa, però, sembra ancora in alto mare. Un paio di mesi fa è stata costituita la "solita" Bad Bank, una banca a controllo statale che dovrebbe fungere, come un bidone dell'immondizia (da qui il nome...), da raccoglitore di tutti i crediti in sofferenza degli istituti di credito, ma la sua operatività è ancora in alto mare. Per forza: ripulire le banche dai crediti inesigibili significa accollarsi quei debiti stessi.....ma a carico di chi?. Dei cittadini?. O di qualche soggetto sovranazionale, al quale però non si vuole chiedere aiuto?. Insomma, una situazione potenzialmente esplosiva, che al momento cova sotto la cenere. Naturalmente ignorata da qualsiasi media a dimensione nazionale. Ma per questo genere di informazioni c'è questo Blog....o no?. 
Dopo questo processo di autoincensamento direi che si può chiudere qui, augurandoci che il caso sloveno non sia la replica di quello cipriota, perchè i contorni della storia sembrano gli stessi.
Se avete soldi in qualche banca slovena.....toglieteli!.


venerdì 6 dicembre 2013

Strong jobs report

Sono da pochissimi minuti usciti i nuovi dati sul lavoro negli Sati Uniti. E sono molto, molto buoni. Quasi sorprendenti. A Novembre sono stati creati 203.000 nuovi posti di lavoro, contro un consensus, tra gli analisti, di 183.000 unità. Il tasso di disoccupazione è sceso fortemente, passando dal 7,3% del mese di Ottobre al 7% di Novembre. Una discesa corposa, se si considera che è il livello più basso degli ultimi 5 anni e soprattutto che è sceso di tre decimali in un solo colpo, contro, generalmente, il solito decimale (peraltro alcuni mesi neanche quello...).
Cosa ci dicono questi dati?. Almeno tre cose:
1) Il Tapering torna di nuovo in auge, e presumibilmente si accorceranno i tempi del suo avvio. Fino ad un paio di mesi fa sembrava messo nel congelatore, anche grazie all'elezione di Yanet Yellen a capo della Fed. Ora, però, questi dati faranno riflettere lo stesso board della banca centrale americana molto più di quanto non aveva fatto finora sulla necessità di cominciare a rientrare dall'immensa liquidità iniettata nel sistema.
2) I rendimenti dei Titoli di Stato a 10 anni (Treasuries Bonds) americani torneranno a salire, e probabilmente per fine anno vedremo il livello del 3%. Di conseguenza scenderanno i prezzi.
3) Se i bonds non sono appetibili, lo sono invece le azioni. Quindi sempre per fine anno sarà probabile vedere nuovi massimi sui mercati americani, con il consolidamento di 16.000 e 1.800 punti, rispettivamente per Dow Jones e S&P 500.
Se non ci saranno revisioni vistose dei dati usciti oggi (revisioni periodiche che vengono effettuate per confermare la prima lettura) direi che per il 2014 il lavoro di ristrutturazione dei portafogli di investimento dovrà essere molto profondo.


martedì 3 dicembre 2013

Il B.F. è andato maluccio

Allora, sono usciti i primi dati relativi all'andamento del Black Friday, di cui ho parlato nel post precedente. E non sono buoni: le vendite sono scese del 4% rispetto allo scorso anno e questo è il primo anno, dal 2009, che i consumi scendono rispetto a quello precedente. Le aspettative erano diverse; ci si aspettava perlomeno un dato in linea con quello del 2012. E non a caso le quotazioni delle grandi catene di distribuzione sono scese piuttosto rudemente. Ora sotto con i dati importanti che arriveranno venerdì prossimo, e che probabilmente daranno il via libera per un tipico "rally" natalizio. In fondo lo storno di due giorni sui mercati azionari ha corretto il giusto e non vi sarà sfuggito che lo S&P si è fermato proprio sopra 1.800 punti, step fondamentale, da un punto di vista psicologico, per la prosecuzione del rialzo.


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