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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2013

Buon Anno!

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A tutti voi auguro un 2014 sereno e  ricco di soddisfazioni. Ci attende un anno difficile per quanto riguarda gli investimenti: i mercati azionari sono sui massimi, almeno quelli americani e parte di quelli europei, e di fatto una correzione, anche del 5-10%, ci starebbe tutta e sarebbe assolutamente fisiologica e salutare. I mercati obbligazionari, invece, dopo un 2013 certamente non facile (e qui la correzione c'è già stata) sono vicini ad un bivio, il cui punto di partenza è facilmente identificabile nel rendimento attualmente raggiunto dai Treasuries Bonds a 10 anni: 3%. Gli altri assets sono al palo od in forte ripiegamento: l'oro chiude un 2013 disastroso ed anche altre materie prime come il petrolio non hanno brillato, tutt'altro. Il 2014 sarà probabilmente uno degli anni più difficili da "impostare" dell'ultimo decennio, stretto tra germogli di ripresa sempre più robusti oltre oceano e, al contrario, molte nubi ancora all'orizzonte nel vecchio cont…

Le previsioni di un anno fa: chi ci ha preso?

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Chi segue (ahilui!) il blog da almeno un anno ricorderà che in questo periodo, dodici mesi fa, avevo postato le previsioni per il 2013 rilasciate dai principali "guru" del mondo della finanza. Visto che siamo agli sgoccioli dell'anno e si può senz'altro dire che ormai i giochi sono fatti è interessante, nonchè divertente, andare a vedere chi ci ha preso e chi invece ha clamorosamente toppato.  Edouard Carmignac, fondatore dell'omonima casa d'investimento francese ha azzeccato alla grande la previsione su di un forte rialzo dei mercati azionari, che a suo modo di vedere si sarebbe scatenatao a seguito delle politiche accomodanti della Fed e della Bce. Così è stato. Disco verde anche per Warren Buffett: anche lui era bullish sull'azionario e moderatamente negativo sull'obbligazionario. Un bel 6  anche per Jim Rogers, che ha alternato previsioni azzeccatissime ad altre rivelatesi decisamente un flop. Era bullish sull'azionario e qui ci ha preso. Ma era …

E Tapering sia!

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Dunque ci siamo. Dopo mesi e mesi di discussioni, riflessioni, dichiarazioni, ripensamenti e quant'altro finalmente ieri la Fed ha deciso di cominciare, a partire dal prossimo mese, il cosiddetto Tapering, cioè il piano graduale di riduzione degli stimoli monetari che da cinque anni a questa parte la stessa aveva iniettato nel sistema economico americano. Vi dico subito che il Tapering, al momento, è poco più che simbolico: dagli 85 miliardi di dollari al mese immessi nel Paese la Fed scende a 75. Quindi solo 10 mld in meno. Però è un inizio, e soprattutto è la certificazione di uno stato economico del paese assolutamente dignitoso. Nel post "Strong jobs reports" avevo previsto l'inizio del Tapering proprio adesso, ed avevo pronostico mercati azionari in forte ascesa e mercati obbligazionari in discesa o quantomeno fermi al palo. La giornata di ieri ha confermato alla grande questo quadro: Dow Jones su del 1,84% e Treasuries bonds a 10 anni vicini alla soglia che avevo…

Senza commento....

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Il grafico che allego oggi è stato elaborato da Eurostat, l'Ufficio Statistico dell'Unione Europea. Quindi non è un grafico di una società privata, o di un ufficio studi più o meno spinto da conflitti di interesse o motivazioni di altro genere. Ebbene, come vedete, il grafico mostra la percentuale della popolazione, per paese dell'Unione, a rischio povertà. L'Italia ha il 30% della sua popolazione che corre tale rischio. Ogni commento mi pare superfluo.....

Dopo Cipro la Slovenia?

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Un altro spettro, direbbe Karl  Marx, si aggira per l'Europa : la Slovenia. Il piccolo stato, membro dell' Unione Europea (dal 2004) e nostro vicino, ha soltanto due milioni di abitanti. Capitale Lubiana, dal 2007 ha anche adottato l'Euro come moneta nazionale. E proprio l'Euro è molto probabilmente una delle cause che la sta portando dritta alla bancarotta. La Slovenia ha un grossissimo problema: deve ricapitalizzare le sue banche. Come fu per Cipro. Oltre 8 miliardi di € sarebbero, secondo Fitch e Reuters, i crediti in sofferenza che le banche slovene avrebbero in pancia. Un livello insostenibile, che richiederebbe una ricapitalizzazione delle banche stesse per almeno 5 miliardi. Soldi che ovviamente il governo sloveno NON ha. In questi mesi la situazione è peggiorata piuttosto velocemente ed al momento il Governo non ne vuol sapere di chiedere aiuto ai fondi dell'Unione Europea, ben conscio che questo aprirebbe le porte ad un commissariamento bello e buono. L…

Strong jobs report

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Sono da pochissimi minuti usciti i nuovi dati sul lavoro negli Sati Uniti. E sono molto, molto buoni. Quasi sorprendenti. A Novembre sono stati creati 203.000 nuovi posti di lavoro, contro un consensus, tra gli analisti, di 183.000 unità. Il tasso di disoccupazione è sceso fortemente, passando dal 7,3% del mese di Ottobre al 7% di Novembre. Una discesa corposa, se si considera che è il livello più basso degli ultimi 5 anni e soprattutto che è sceso di tre decimali in un solo colpo, contro, generalmente, il solito decimale (peraltro alcuni mesi neanche quello...). Cosa ci dicono questi dati?. Almeno tre cose: 1) Il Tapering torna di nuovo in auge, e presumibilmente si accorceranno i tempi del suo avvio. Fino ad un paio di mesi fa sembrava messo nel congelatore, anche grazie all'elezione di Yanet Yellen a capo della Fed. Ora, però, questi dati faranno riflettere lo stesso board della banca centrale americana molto più di quanto non aveva fatto finora sulla necessità di cominciare a ri…

Il B.F. è andato maluccio

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Allora, sono usciti i primi dati relativi all'andamento del Black Friday, di cui ho parlato nel post precedente. E non sono buoni: le vendite sono scese del 4% rispetto allo scorso anno e questo è il primo anno, dal 2009, che i consumi scendono rispetto a quello precedente. Le aspettative erano diverse; ci si aspettava perlomeno un dato in linea con quello del 2012. E non a caso le quotazioni delle grandi catene di distribuzione sono scese piuttosto rudemente. Ora sotto con i dati importanti che arriveranno venerdì prossimo, e che probabilmente daranno il via libera per un tipico "rally" natalizio. In fondo lo storno di due giorni sui mercati azionari ha corretto il giusto e non vi sarà sfuggito che lo S&P si è fermato proprio sopra 1.800 punti, step fondamentale, da un punto di vista psicologico, per la prosecuzione del rialzo.