martedì 29 ottobre 2013

Le "magnifiche" 12

Dodici banche italiane sono in Amministrazione Straordinaria.Lo sapevate?.Si, risponderà qualche lettore più smaliziato. No, immagino, la maggioranza, che giustamente si occupa, nella vita, d'altro. Ebbene il dato, molto preoccupante per numero e dimensioni, ha al suo interno anche istituti bancari non proprio sconosciuti o particolarmente piccoli. L'ultima della lista, infatti,  fresca di inserimento, è Banca delle Marche, istituto di medie dimensioni nel panorama nazionale, con presenza particolarmente significativa nel centro Italia e CAPACE di accumulare perdite certificate per 800 milioni di €....
Una banca in amministrazione straordinaria viene commissariata da Banca D'italia, che procede in questa direzione per vari motivi, che naturalmente spesso cumulano tra loro: cattiva gestione del credito, sofferenze di vario tipo, gravi irregolarità contabili, reati di vario genere commessi dai gruppi dirigenti, etc. A volte si procede al commissariamento anche quando vengono alla luce ammanchi, buchi di bilancio, sospetti su operazioni di riciclaggio ,etc.
In teoria una banca viene  posta in amministrazione straordinaria per tutelare i correntisti della stessa.In pratica spesso si procede a tale operazione quando è troppo tardi, ed il danno è stato già fatto. 
Nella migliore tradizione italica, naturalmente.
Nella lista, ormai da tempo, figura anche Banca Popolare di Spoleto, già controllata da Monte dei Paschi di Siena, altro istituto in gravissima difficoltà (eufemismo....).
Speriamo solo che la lista non diventi un papello, perchè i programmati stress-test di fine anno istituiti dalla BCE potrebbero generare sorprese.
p.s.: la foto di oggi è solo per riderci un pò sopra, naturalmente.









mercoledì 23 ottobre 2013

Volata finale

In questo periodo gli operatori finanziari e le grandi case d'investimento cominciano a guardare i risultati dei loro prodotti ed a concentrarsi sull'ultima parte dell'anno. Generalmente quest'ultima è spesso rialzista, sia sui mercati azionari che su quelli obbligazionari. Naturalmente non sempre è così: nel 2008 l'ultima parte dell'anno fu durissima, con minimi di mercato quasi giornalieri, ed i crolli continuarono per quasi tutto l'inverno del 2009, fino al fatidico 9 Marzo 2009, quando la borsa di Wall Street toccò un minimo storico sull'indice S&P 500: 666 punti.
Agli appassionati della cabala non sarà sfuggita la particolarità del numero, che rappresenta l'Anticristo (il "numero della bestia"). Per me comune mortale e assolutamente lontano da certe interpretazioni quel numero rappresenta soltanto la fine di un ciclo e l'inizio di un altro. 
La domanda che ora mi porrei è la seguente: il ciclo rialzista sull'azionario partito proprio da quel 9 Marzo 2009 sta per finire?. Oppure,dopo magari una pausa di consolidamento, è pronto a ripartire verso nuovi massimi?. La complessità insita nella risposta deriva essenzialmente da un elemento imprescindibile che occorre considerare: non era mai accaduto, come invece sta accadendo negli ultimi anni, che la FED (la Federal Reserve) avesse tanto potere incidente sull'andamento dei mercati. Non solo in termini prettamente economici, ma soprattutto in quelli psicologici. La discesa estiva dei mercati obbligazionari, veramente dura, in fondo è partita tutta da una serie di dichiarazioni rilasciate in un tardo pomeriggio del 22 Maggio scorso da Bernanke. Niente di più. Quattro mesi a parlare di Tapering e poi, pouff, in un altro pomeriggio di Settembre, lo stesso Bernanke a dire che le condizioni non consentono l'avvio dello stesso. In questi quattro mesi però, di fatto, i dati economici hanno evidenziato sempre la stessa cosa: nel mondo c'è poca crescita, non uniformemente spalmata (bensì a macchia di leopardo) e soprattutto, laddove esistente (a parte la Cina, che fa storia a se, negli USA e in Giappone), artificialmente gonfiata dal massiccio uso di una politica economica ultraccomodante, divenuta ormai una "droga" a cui ogni operatore economico non riesce più a staccarsi.
Come finirà allora questo 2013?.
I mercati obbligazionari si sono ripresi molto, il Treasuries a 10 anni è tornato a 250 basis points, il Dow è sui massimi ed anche l'azionario europa va bene. Ma....la droga è sempre lì. Di conseguenza penso che finchè ci sarà i mercati continueranno a salire, magari con larghi periodi di lateralità. Nessuno vuole perdersi l'occasione di dare una lucidata ai rendimenti dei propri prodotti.


mercoledì 16 ottobre 2013

Il FMI propone l'olio di ricino

Chi mi legge costantemente (capisco che debba fare una faticaccia...) sa quanto io non abbia mai amato i "soloni" del Fondo Monetario Internazionale. Organismo che regolarmente sbaglia le previsioni, che ha avuto tra i suoi direttori uomini condannati per stupro, e che, sempre regolarmente, se ne esce con idee quantomeno assurde.
Questa volta il FMI ha superato se stesso, generando una proposta che, fortunatamente, al momento i mercati hanno letto semplicemente come una colossale idiozia (il realtà ci sarebbe un termine più cogente per definirla ma la sede non è opportuna).
Udite udite secondo il FMI, nel consueto rapporto denominato "Fiscal Monitor", la ricetta giusta per abbattere il debito pubblico dei 15 paesi dell'area Euro ad un livello pre-crisi (quindi un ritorno ai numeri del 2007) sarebbe quella di effettuare un PRELIEVO FORZOSO (si, avete capito bene, prelievo forzoso stile governo Amato del 1992) del 10% (DIECIPERCENTO!!) sui conti correnti dei cittadini dell'area stessa. Lo ripeto: DIECIPERCENTO.
Il FMI spiega che un prelievo del genere è già stato effettuato nel periodo post bellico per alcuni paesi, tra cui la Germania. E ricorda del recente caso di Cipro, con prelievi forzosi che sono arrivati al 50% del saldo detenuto sul conto corrente.
Naturalmente se una cosa del genere venisse effettuata poi occorrerebbe attrezzarsi per fronteggiare guerre civili un pò dappertutto, ma a quanto pare per il FMI un'idea del genere è tutt'altro che remota.
La cosa che più preoccupa è che sembra di assistere a tentativi più o meno mascherati di verificare l'impatto di proposte del genere sull'opinione pubblica, come a voler preparare il campo una volta che la cosa fosse messa nero su bianco.
Per evitare che simile pazzie un giorno diventino realtà l'umile consiglio che posso dare è quello di tenere meno liquidità possibile sui conti correnti e sui conti di deposito (bancari o postali che siano) e di investirli in attività finanziarie più redditizie e più al riparo da bombe termonucleari di questo tipo.
La foto di oggi è il paragrafo del Fiscal Monitor con la brillante idea....




lunedì 14 ottobre 2013

Fama, Hansen, Shiller: a loro il Nobel per l'Economia

Tre americani si aggiudicano il Nobel per l'Economia: Eugene Fama, Robert Shiller e Peter Hansen. Il premio è stato assegnato loro per gli studi effettuati sull'analisi empirica dei prezzi di azioni e bond e la valutazione del rischio. Fama, il più "famoso" (scusate il gioco di parole)  dei tre, fin dagli anni Sessanta dimostrò che i prezzi delle azioni sono estremamente difficili da anticipare nel breve termine (una ovvietà, onestamente, per chi lavora nel campo da qualche lustro....) e che le nuove informazioni vengono velocemente incorporate con un profondo impatto sulla ricerca e le pratiche di mercato (altra grande ovvietà....).
La cosa interessante di questo nobel è che i tre premiati sono tutti molto vicini a case di investimento. Sempre Fama, ad esempio, è direttore di ricerca del Dimensional Fund Advisors, un fondo di investimento che gestisce a livello globale qualcosa come circa 300 miliardi di dollari.
Quasi un anno fa (il 29/11/2012) ho scritto qui di un altro Nobel per l'Economia conferito a valenti professori universitari nel campo delle ricerche sulla finanza. Spiegai che allora quei professori, forse un pò troppo galvanizzati dalle loro teorie provarono a "mettersi in proprio", fondando uno dei più speculativi, e grandi, Hedge Fund del mondo (agli inizi degli anni 90): il Long Term Capital Managment. Finì male...molto male. La teoria si dimostrò assai inefficiente per governare Mostri indomiti quali sono i mercati finanziari.
L'augurio che faccio è che il trio odierno continui solo ad occuparsi di ricerca.

p.s.: se volete leggere della triste storia del LTCM consultate l'archivio del mese di Novembre 2012.







mercoledì 9 ottobre 2013

Vola, Colomba bianca Vola....

Oggi Obama ufficializzerà il nuovo capo della Fed. Sarà Janet Yellen, prima donna in assoluto a ricoprire un ruolo tanto delicato e mai, come ora, tanto decisivo per le sorti economiche del nostro pianeta. Il titolo del post ricalca il personaggio, anche fisicamente (!): la Yellen è una "ultra colomba", molto più di Ben Bernanke. Già nel board della Fed da qualche anno, è una delle più strenue sostenitrici di una politica monetaria accomodante. Fosse per lei, i piani di quantitative easing attuati in questi anni dovrebbero durare praticamente sine die.
Il messaggio mi pare chiaro: tassi a zero ancora per molti anni. Tapering nel dimenticatoio. "Droga" a volontà ancora sui mercati, almeno fino a quando non arriverà la tanto auspicata e attesa (come la manna dal cielo) inflazione. Già, l'inflazione: l'unica arma ormai in mano ai governi per ridurre il debito.
Ad oggi la Yellen è tutto questo. Sarà poi il tempo a dirci se nel frattempo avrà cambiato idea, magari pressata dai falchi del consiglio della Fed. Ma per ora...."Vola, colomba bianca vola..."


mercoledì 2 ottobre 2013

Shutdown, Debt Ceiling, enigma Germania, caos Italia

In questi giorni quattro temi scorrono sui desks degli operatori economici. Il primo, come forse avrete letto da qualche parte, riguarda il cosiddetto Shutdown che si è avuto il primo Ottobre negli States. Democratici e Repubblicani non hanno trovato l'accordo (dovevano farlo entro il 30 Settembre scorso) per approvare il bilancio fiscale 2013-2014 e la conseguenza è stata la chiusura, nell'impossibilità di pagare i dipendenti pubblici, di una serie di uffici, più o meno importanti. Molto peggio la fine dei dipendenti stessi, costretti a rimanere a casa. Ma a questo problema credo che Obama saprà mettere una pezza: ha tempo fino a metà mese.
Il secondo tema è sempre americano, e riguarda il Debt Ceiling. Si tratta di alzare il tetto del debito pubblico, perchè, formalmente, così come per lo Shutdown, se non lo si fa di fatto il paese entrerebbe in uno stato di "default tecnico". Anche questo è comunque un "falso" problema: l'accordo si troverà. 
Il terzo tema, la formazione di un governo in Germania, si sta complicando non poco. La Merkel ha qualche difficoltà a mettersi d'accordo con l' Spd per fare la grande coalizione. Ognuno cerca di tenersi le mani libere e mercanteggiare il più possibile. Al momento le parti  sono distanti ma anch'esse troveranno un accordo. Dunque i primi tre punti, grazie alla responsabilità delle forze politiche in campo, seppur litigiose ed intente a fare quanto più possibile i loro (legittimi) interessi, si risolveranno.
Il quarto punto, invece, il Caos Italia, lo vedo molto più difficilmente risolvibile, perchè la nostra classe politica, TUTTA, al momento sembra totalmente sprovvista di senso dello Stato.



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