venerdì 27 settembre 2013

Caos Italia

In questi giorni lo sport preferito del nostro paese è minacciare le dimissioni. I politici, professionisti del genere, sono impegnati a chi la spara più grossa: il Presidente della Repubblica minaccia le dimissioni se le due principali forze del governo non riusciranno a trovare una "nuova intesa", quelli del Pd minacciano le dimissioni per il comportamento di quelli del Pdl, che a loro volta minacciano le dimissioni parlando di golpe in atto.
Un bel tutti contro tutti. Una "fagiolada", come dicevano quelli della Gialappa's Band commentando le risse in mezzo al campo di oscure squadre sudamericane impegnate in campionati minori.
In questo contesto, il nostro Presidente del Consiglio ha avuto "l'ardire" di recarsi negli USA per parlare ai grandi investitori americani al fine di convincerli a portare un pò dei loro dollari  nel nostro Paese. Principale motivo addotto dal nostro ai money managers d'oltre oceano affinchè essi si decidano in tal senso è stato la STABILITA' del Governo e delle Istituzioni......
Un Vauro od un Giannelli non avrebbero potuto fare meglio.....


martedì 24 settembre 2013

Telecom agli spagnoli per un piatto di lenticchie

Se avevamo bisogno di una ulteriore prova del declino del nostro paese oggi ce ne è stata servita una di primissimo ordine: Telecom Italia, ex gloriosa azienda telefonica, arrivata decenni fa ad essere tra le più importanti compagnie di telecomunicazioni del mondo è stata SVENDUTA, per un piatto di lenticchie, al gruppo spagnolo Telefonica.
Telecom Italia rappresenta bene un certo capitalismo selvaggio e d'accatto che ha divorato questo paese. Era una compagnia forte, in grande salute, con un ricchissimo cash flow, moltissimi brevetti ed un ottimo gruppo dirigente. 
Poi lo spoglio, sistematico, infinito. Gli scorpori,poi le fusioni, con l'inopinata fusione di Tim in Telecom (la "mucca" Tim, l'azienda piena di cash da versare alla sorellastra). L'acquisizione della maggioranza con complesse operazioni finanziarie al termine delle quali personaggi con lo 0,1% del capitale diventano azionisti di maggioranza.
E poi, per spolpare per bene il cadavere, mega stipendi senza logica, politiche commerciali assurde, intromissioni di ogni genere della politica nelle sue forme più becere.Nessuna voglia di fare impresa, nessun interesse a fare business. Solo l'esigenza di spartire, il più voracemente possibile, dividendi e prebende di ogni genere. Oggi il conto. Un altro importantissimo pezzo dell'economia italiana in mano straniera.
Ribrezzo e disgusto.
P.S.: anni fa Telecom in borsa quotava 7 euro. Oggi vale 59 centesimi di euro......


giovedì 19 settembre 2013

Carramba che sorpresa!

"E questa attesa, per un investitore accorto, deve essere vissuta senza ansia di "fare", di "muoversi", di prendere decisioni troppo avventate. Come un ciclista in surplace.....bisogna aspettare che sia l'avversario a muoversi e poi partire in contropiede. Azzardare una mezza pedalata adesso potrebbe rivelarsi un grande errore."

E' sempre poco elegante autocitarsi, lo so bene, ma la frase in grassetto riprende l'ultimo paragrafo di due posts fa, quando invitavo un pò tutti a non dare affatto per scontato che la Fed, come il 90% degli operatori di mercato pensavano, ieri avrebbe dato il via al piano di riduzione dell'acquisto di bonds. Il famigerato Tapering. E nel post del 6 Settembre scorso mi chiedevo come potesse avviarsi un piano simile in un contesto economico ancora incertissimo. Modello "Giappone" degli ultimi vent'anni. 
Ebbene, mentre ormai i mercati obbligazionari scontavano non soltanto l'avvio del Tapering, ma anche le sue dimensioni quantitative (per la verità da Maggio a Settembre siamo scesi nelle previsioni da un rientro di 50 mld di dollari al mese ai 10 di ieri pomeriggio), la Fed, probabilmente resasi conto che la ripresa economica è assai più debole del previsto ha deciso, almeno per il momento (a questo punto probabilmente fino a fine anno), di non avviare alcun piano di rientro dell'enorme liquidità circolante. Dunque una decisione molto sorprendente, che premia fortemente investitori come Pimco, che hanno sostenuto sempre la tesi che l'era della "normalità" monetaria, con tassi di interesse al 4%, inflazione al 2% e crescita intorno al 3% è ben lontana dal profilarsi all'orizzonte.
Di conseguenza ieri si è vista sul mercato obbligazionario una clamorosa discesa dei rendimenti dei Treasuries, con addirittura il quinquennale che ha ceduto in una sola seduta quasi 15 basis points!. Le motivazioni alla base di questa decisione, che ripeto per certi versi è clamorosa perchè tutto lasciava intendere diversamente, sono da ricercarsi in un insieme di fattori, economici e non.
Quelli economici sono i seguenti:
1) In America c'è crescita, ma moderata. Troppo moderata rispetto agli stimoli monetari immessi. La disoccupazione scende lentissimamente, le stime di crescita del Pil sono state riviste al ribasso ed anche gli ultimi dati sull'edilizia sono deludenti (tornano a diminuire le richieste di concessioni edilizie).
2) Non c'è alcun processo inflattivo in corso. La Fed voleva un'inflazione al 2%....siamo appena all' 1%. Con tutti i biglietti verdi immessi sul mercato la Fed aveva l'obiettivo di spingere gli americani a tornare a spendere, a consumare. Questo è avvenuto, ma molto parzialmente. E' come se tra sgravi fiscali e politica monetaria accomodante ci si fosse ritrovati in casa, tanto per dire, 100 dollari. La Fed avrebbe voluto che la middle class americana avesse speso tutti i 100 dollari in consumi, come ha sempre fatto, ed invece quella stessa middle class, attanagliata dalla crisi, ha deciso di spenderne solo una piccola parte. Di conseguenza niente inflazione "buona" e niente crescita sostenuta.
Le motivazioni non economiche sono legate alla fine del mandato di Bernanke, che scadrà a Dicembre.
Probabilmente i membri della Fed hanno pensato (bene dico io) di non cominciare quella che con il Tapering si profilava come una vera e propria contropolitica monetaria con un Presidente a fine mandato. Se il nuovo (si parla della "colomba" Yellen), fosse poi stato contrario?. Una decisione saggia.
Per chiudere: quella di ieri è una decisione che di fatto sancisce che gli stimoli monetari hanno avuto un successo limitato. E che però non se ne può fare a meno. Uscire da questa contraddizione sarà complicato. Molto complicato.




mercoledì 18 settembre 2013

Aumenta l'IVA.

Come avevo scritto questa doveva essere la settimana decisiva per il tormentone sull'aumento o meno di un punto percentuale di IVA (dal 21 al 22%).
A quanto pare il governo non è riuscito a trovare 1 miliardo di euro per coprire il mancato gettito all'erario previsto dall'aumento e quindi.....aumento sarà.
Mi pare assurdo che su un bilancio di spesa pubblica di oltre 800 mld annui non si riesca a fare tagli per 1 mld (0,1% o poco più..). E mi pare ancora più assurdo e surreale pensare a come potremo, nel 2014, fare tagli per oltre 20 mld all'anno. Perchè questo è l'impegno che ci siamo presi con il "Fiscal Compact", di cui naturalmente nessuno parla, anche perchè sconosciuto ai più.
L'aumento dell'IVA, come è facilmente comprensibile, comporterà una ulteriore riduzione dei consumi ed una ulteriore "spinta" ad evadere l'imposta. E pensare che l'hanno capito anche in Grecia, dove, udite udite, per rilanciare uno dei pochi settori che ancora vanno, il turismo, hanno deciso di diminuire l' IVA al 10% sulla ristorazione.

p.s.: stasera finalmente conosceremo la decisione tanto attesa della Fed in ordine al tapering. Appena il quadro sarà chiaro farò un post di commento.


venerdì 13 settembre 2013

I want it all...I want it now.

Ricordate la vecchia canzone dei Queen, "I want it all"?. 
"Voglio tutto e lo voglio subito" cantava Freddie Mercury. Un pò quello che stanno chiedendo alla Fed i mercati in questi mesi. Basta scambiare il verbo volere con quello di sapere ed il gioco è fatto: "vogliamo sapere tutto e lo vogliamo sapere subito". Ma cosa vogliono sapere con esattezza gli investitori di tutto il mondo dalla Fed?.
Tre cose, fondamentalmente:
1) Se ora, a Settembre 2013, comincerà il Tapering (riduzione degli acquisti di bonds da parte della Fed a sostegno della politica monetaria espansiva).
2) Quanto sarà grande, quantitativamente parlando: 20 miliardi di dollari al mese, trenta, quaranta?.
3) Quando verranno alzati i tassi di interesse.
Siccome a queste tre fondamentali domande per il destino dei mercati la Fed si bada bene dal rispondere in maniera esauriente, lasciandosi di proposito sul vago per avere piena libertà di manovra, ecco che i mercati hanno deciso di rispondersi da soli, prendendo attualmente una direzione che alle tre domande risponde così:
1) Il Tapering comincerà la prossima settimana, a metà Settembre.
2) La riduzione degli acquisti di bonds sarà pari a circa 20 mld di dollari al mese.
3) I tassi verranno alzati a fine 2014.
Di conseguenza: i rendimenti dei Treasuries americani a 10 anni sono intorno al 2,90% (superata l'asticella che ho sempre posto a 250 basis points ma con la barriera del 3% che sembra granitica), l'azionario viaggia quasi sui massimi, seppur con circumnavigazioni infinite del Dow intorno a quota 15.000 punti, i paesi emergenti soffrono ancora e il mondo viaggia a velocità diverse.
Ma di fondo.........sono tutti in attesa della Fed.
Aspettando Godot. Come un pubblico in teatro che aspetta ansiosamente il momento in cui lo spettacolo avrà inizio, cercando di scrutare oltre il sipario.
E questa attesa, per un investitore accorto, deve essere vissuta senza ansia di "fare", di "muoversi", di prendere decisioni troppo avventate. Come un ciclista in surplace.....bisogna aspettare che sia l'avversario a muoversi e poi partire in contropiede. Azzardare una mezza pedalata adesso potrebbe rivelarsi un grande errore.
Ormai ci siamo quasi....


venerdì 6 settembre 2013

Stocks up despite jobs report. Bye-bye taper?

Il titolo del post di oggi come avrete capito non è mio. L'ho copiato ed incollato sul blog dal sito della Cnn, nella sezione finanziaria. E' uscito subito dopo il dato sul tasso di disoccupazione americana, calato si ma di pochissimo rispetto alla lettura del mese precedente: da 7,4% a 7,3%. Ben lontano dal 6,5% che la Fed vuole prima di cominciare il Tapering, il piano di rientro dall'acquisto di bonds. 
Il titolo è chiaro, anche per chi mastica poco l'inglese. Ci si domanda infatti se il Tapering, a questo punto, non debba essere destinato al rinvio, dopo che tutta l'estate è passata nell'attesa di un inizio dello stesso a Settembre.
Nel caso quel punto interrogativo si trasformasse in esclamativo avrebbe avuto ragione Bill Gross di Pimco, che, anche un pò testardamente (il suo parco fondi obbligazionari nell'ultimo trimestre non ha certo brillato) ha sempre parlato di un'economia americana ancora troppo fragile per lasciarla andare da sola senza l'aiuto di mamma Fed.
Il riscontro sul mercato dei bonds, dopo una fiammata al rialzo dei rendimenti negli ultimissimi giorni con approdo fino in area 3% sui Treasuries decennali, vede oggi un vistoso ritracciamento di circa 10 basis points, naturalmente con prezzi in forte salita.
Del resto il dato che tutti aspettavano con ansia è piuttosto deludente. Quel misero 0,1% di disoccupazione in meno è compensato da una revisione al ribasso nelle stime di crescita degli occupati per il mese di Luglio: la prima stima pari a +162.000 posti è stata rivista a +102.000 posti. Cioè sono stati creati a Luglio 60.000 posti di lavoro in meno di quanto si era inizialmente stimato. Rivista al ribasso anche la stima dello scorso Giugno sullo stesso indice.
Forse l'idea che sta prendendo corpo è quella di una ripresa anche buona ma che non produce occupazione e che vive essenzialmente sulla ricostituzione delle scorte.
Se così fosse penso che il Tapering, come minimo, verrà posticipato a fine anno.
Prima però di avere un quadro completamente definito sarà però saggio aspettare gli altri dati dello scadenzario di Settembre che avevo citato nel post precedente.


lunedì 2 settembre 2013

Scadenzario di Settembre

"Riapro" il blog dopo la pausa agostana con un elenco (vado a memoria) degli appuntamenti economici e non (ma rilevanti per la finanza e gli investimenti) che renderanno questo Settembre un mese decisivo per le sorti dei mercati fino alla fine dell'anno.
5 Settembre: dati sui sussidi per la disoccupazione Usa, ordinativi mese di Luglio (Usa)
6 Settembre: dato sulla disoccupazione Usa (particolarmente importante....da cerchietto rosso!)
9 Settembre: discussione al congresso Usa sull'intervento in Siria. Importanti implicazioni sul petrolio.
9-16 Settembre: in Italia sarà la settimana chiave per decidere o meno l'aumento dell'Iva.
22 Settembre: elezioni politiche nazionali in Germania (altro cerchietto rosso!)
22-29 Settembre: riunione della Bce con possibile abbassamento del tasso di sconto.
Il "tapering", il rientro dai massicci piani di politica monetaria espansiva della Fed,  sarà l'ago della bilancia per i mercati obbligazionari. Se sarà posticipato a Dicembre, o se addirittura verrà messo in un angolo, o se comunque, pur partendo, sarà fatto con grande gradualità e molto blandamente, i rendimenti torneranno a scendere ed i prezzi a salire, con beneficio di tutti i possessori di fondi obbligazionari (di qualsiasi tipo essi siano, visto che hanno perso da fine Maggio un pò tutti).
Se invece, al contrario, il "tapering" partirà in orario a Settembre, come pronosticano ormai quasi tutti, considerano che il rialzo dei rendimenti scontà già un quadro simile non dovrebbe accadere nulla di particolare.



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