venerdì 31 maggio 2013

IT forum 2013- Rimini, 23/24 Maggio

Da qualche anno a questa parte, generalmente verso la fine del mese di Maggio, la città di Rimini è solita ospitare uno dei più importanti eventi nazionali che riguardano il mondo del risparmio: l' "Investment&Trading Forum". 
Al Palacongressi della città romagnola si incontrano operatori del settore, case d'investimento ed anche privati provenienti da ogni parte d'Italia. Scopo della kermesse è quello di fare il punto della situazione e scambiarsi opinioni su tutto ciò che riguarda gli investimenti finanziari e non.
Quest'anno, come ogni anno, ho avuto modo di partecipare all'evento e devo dire che il "sentiment" emergente è molto più incerto e contraddittorio delle scorse edizioni. Pochi i punti sui quali c'è una larga convergenza di pensiero: innanzitutto che le politiche monetarie espansive delle banche centrali abbiano creato di fatto un clima nei mercati, obbligazionari ed azionari, del tutto "artificiale" e come "drogato". Nel mondo si è creata una liquidità enorme che non si sa dove investire e quindi, quasi per costrizione, si comprano bond ed equity. In secondo luogo è prevalente l'impressione che questo stato si protrarrà almeno fino a tutto il 2014. Infine, tutti concordano che questa fase di politica economica espansiva è assolutamente sperimentale, mai tentata prima con queste dimensioni, e quindi si è consapevoli di essere entrati in territori inesplorati dell'economia così come la conosciamo da secoli.
Su tutto il resto, cioè quasi tutto, le opinioni sono molteplici: c'è chi ritiene prossima una bolla speculativa sull'obbligazionario governativo, chi invece pensa che sia da comprare sulle correzioni. Chi ritiene ormai saturo il livello dell' equity e chi invece pensa, addirittura, che siamo solo all'inizio di un lungo bull market secolare.
Dunque, il bello dei mercati: nessuno ha la certezza di cosa accadrà. Come al solito!. 



martedì 28 maggio 2013

La dottoressa Cannata

In Italia,  come nel resto del mondo naturalmente, ci sono dei personaggi che hanno un ruolo "chiave" per la nostra esistenza ma di cui noi, praticamente, non sappiamo nulla.
Per meglio dire, sono persone che rivestono ruoli di altissima responsabilità sociale, che hanno grandi capacità tecniche e competenze elevatissime ma che, non assurgendo mai agli onori delle cronache, sono sconosciuti al 99% della popolazione. L' 1% che ne sa qualcosa è perchè direttamente o indirettamente si occupa della stessa materia del personaggio stesso.
Uno di questi è la dott.ssa Maria Cannata. "Chu fu" direte voi?. Una cantante folk degli anni 50?. Un'attivista dei movimenti antiabortisti in giro per l'Italia?. L'ultima cuoca amatoriale eliminata da "Master Chef Italia"?.
Ebbene no, la dott.sa Maria Cannata è il direttore generale del ministero dell'economia ed è, soprattutto, la responsabile delle emissioni dei nostri titoli di Stato. In sintesi, è la responsabile del buon governo del debito pubblico del nostro paese.
Un ruolo complicatissimo, che richiede competenze tecniche di altissimo livello e conoscenze, anche personali, di tutti i maggiori players internazionali che ogni giorno sul mercato scambiano o sottoscrivono i nostri Titoli di Stato.
Maria Cannata ha il compito di "dosare" le emissioni di Titoli, di negoziare il prezzo nelle aste, di "annusare" l'aria che tira quando c'è da fare un'emissione e così via. E siccome il nostro debito pubblico da un bel pezzo ha superato i 2.000 miliardi di € vi potete rendere conto di quanto sia importante il suo ruolo, e di quanto lo sia diventato ancor di più dal 2010 a questa parte. Da quando cioè gli Italiani hanno cominciato a sentir parlare di termini come lo "spread".
Chissà che un giorno non sentiremo parlare della Dott.ssa Cannata come Ministro dell'Economia. 



domenica 26 maggio 2013

Un pò di sana correzione.

Ne avevo parlato in diversi posts (compreso il precedente a questo), specialmente nell'ultimo periodo: i mercati, azionari ed obbligazionari, erano cresciuti ad un ritmo e ad un'intensità tale che una correzione, per scaricare l'ipercomprato presente, era assolutamente fisiologica. E correzione è stata, specialmente in Giappone, con l'indice Nikkei che dopo una corsa folle dall'inizio dell'anno (+40%) ha visto perdere in due sole sedute di borsa il 10%.
Ogni correzione, per essere tale, ha bisogno di una notizia economica non buona. E' una notizia "scusa", nel senso che viene presa a pretesto per vendere, perchè quasi sempre la notizia stessa non è poi così drammaticamente negativa.
Questa volta la "scusa" è stata la rilevazione mensile dell'indice PMI cinese, che ha fornito un dato sotto i 50 punti. Quando ciò si verifica l'indice indica uno stato recessivo dell'economia del paese, naturalmente per quanto riguarda il paniere prescelto (PMI sta per piccola e media impresa).
Peccato che il dato era di pochissimo al di sotto della soglia dei 50 punti e che sia relativamente importante, ma tant'è, il mercato aveva bisogno e voleva scendere e così è stato.
Ora vedremo se gli ultimi giorni di Maggio rispetteranno il detto "Sell in May and go away" (ricordate il post?) o se il tutto verrà dimenticato nel giro di poche ore.
Personalmente penso che ora avremo una fase laterale con una ripresa del trend rialzista intorno al 10 Giugno. Ma è una previsione, molto meno ponderata di quelle del Mago Otelma e sicuramente meno affidabile.....


martedì 21 maggio 2013

Si va di Spinnaker....ma....

Lo Spinnaker è un tipo di vela che viene usato quando c'è vento forte. Vento buono. Di poppa. Si usa per andare più velocemente possibile. In questo periodo i mercati azionari tengono issato lo spinnaker. Va tutto bene. La borse salgono, e quando correggono lo fanno dolcemente. Non ci sono particolari brutte notizie e anche l'orizzonte è terso. Le economie d'oriente e d'occidente, Europa a parte, vanno benino. Non benissimo per gridare all'euforia; non malissimo per cadere in depressione. Quel "benino" che serve per far salire i corsi senza ubriacature folli.
Il Dow Jones ha passato agevolmente 15.000 punti (ma andrà a "testare", come ho scritto); il Dax ha sfondato 8.000. Goldman Sachs addirittura prevede 1750 punti a fine anno per lo S&P 500. Anche i mercati obbligazionari vanno bene. Marcia meno trionfale dell'azionario ma assolutamente sostenuta. 
Durera?.
La domanda ha una risposta certa: No. Ma non perchè non possa andare avanti ancora così per molto; semplicemente perchè non potrà andare avanti così per sempre. 
John Templeton diceva: " Il Toro (rialzo) sui mercati azionari nasce con il pessimismo, cresce con lo scetticismo, invecchia con l'ottimismo e muore con l'euforia".
Pessimismo, scetticismo, ottimismo, euforia. In quale di queste quattro fasi siamo è la domanda delle domande. Quella delle 100 pistole fumanti.
Personalmente penso che siamo nella fase dell'ottimismo. Naturalmente guardando all'universo "mondo" e non al recinto europeo, o ancora a quello più piccolo dell' Italia.
Insomma, immagino ancora una fase piuttosto lunga dell'ottimismo e poi l'ultima gamba di rialzo dell'euforia. Ma questo ad oggi, e forse a domani. Perchè queste quattro fasi, per quanto mi riguarda, hanno una durata temporale di tipo "piramidale". La fase del pessimismo è  la più lunga, quella dell'euforia la più corta. Nel primo caso si può andare avanti per anni, nel secondo poche settimane (bolla internet del 2000 docet). Sono le fasi di mezzo, scetticismo ed ottimismo, le più proficue e le più stabili.
Da vento in poppa, appunto. 



venerdì 17 maggio 2013

Bernie Madoff libero nel 2139

Stamane l'edizione online della Cnn pubblica un articolo su Bernie Madoff, ex broker ed  ex presidente del Nasdaq, attualmente in prigione per frode finanziaria. La sua pena terminerà nel 2139: probabilmente uscirà dal carcere molto prima ma siccome il sistema penitenziario americano le pene le fa scontare sul serio è probabile che lo faccia orizzontalmente.
La Cnn racconta di un Bernie intento a pulire pc e telefoni per pochi dollari a settimana. Per uno che guadagnava milioni di dollari al giorno non deve essere un'attività particolarmente remunerativa.
Madoff passerà alla storia per aver ricreato, in grande stile, lo "Schema Ponzi", un sistema artificiale attraverso il quale si remuneravano i clienti attraverso i fondi di altri clienti.
In sostanza, Madoff aveva creato una società di brokeraggio e raccoglieva i risparmi dei clienti di tutto il mondo. Per incentivarli a versare il più possibile Madoff era arrivato a "garantire" rendimenti assurdi, intorno al 12% l'anno. Tutti gli anni, senza alcuna eccezione. Per pagare gli interessi ai clienti, che addirittura riconosceva mensilmente, Madoff si serviva dei risparmi dei clienti nuovi: lo "schema Ponzi", appunto. Per fare un esempio: se un cliente avesse versato 100.000,00 € avrebbe avuto da Madoff 12.000,00 € di interessi l'anno, che Bernie prendeva dai risparmi dei nuovi clienti. E così via, in un colossale sistema "a piramide". Tutto bene, fino a quando alcuni grandi clienti storici non hanno pensato bene di disinvestire tutti i loro risparmi in un solo colpo. Bernie, trovandosi a dover rimborsare capitale ed interessi non ha avuto provviste sufficienti ed ha tergiversato a lungo nelle procedure di rimborso. Questi clienti hanno subodorato che qualcosa non andava ed hanno sporto denuncia. Da qui alla galera il passo è stato relativamente breve.
Fortuna ha voluto che molti investitori di Madoff fossero istituti bancari (!) e grandi clienti istituzionali, per cui il danno ai risparmiatori privati è stato si ingente ma non catastrofico. Certo, Madoff gestiva qualcosa come 17 miliardi di dollari, non certo robetta....
Da questa triste storia ne uscirono a pezzi la Sec, l'autorità di controllo americana sulla Borsa (l'equivalente della nostra Consob), che non si è mai accorta di nulla, e tutta la struttura tecnica di gestione, negli Stati Uniti, del risparmio. E naturalmente Bernie, almeno fino al 2139.





mercoledì 15 maggio 2013

Buone nuove dalla Grecia. Incredibile eh?

La notizia arriva abbastanza inattesa, ma fino ad un certo punto. La cura selvaggia per risanare i conti della Grecia comincia a dare qualche frutto. Ieri Fitch, dopo anni, ha rialzato il rating del debito pubblico della penisola ellenica, portandolo da "CCC" (titoli spazzatura, ad un passo dal default, che si esprime con "D") a "B-".
Fitch giustifica il rialzo, che comporterà per la Grecia benefici tangibili, anche se lenti, affermando che "si notano chiari progressi nell'eliminare il doppio deficit, fiscale e corrente e la svalutazione interna ha iniziato a prendere piede".
La cura greca, vale la pena ricordarlo, è stata più che dura....direi selvaggia. Mai visto niente di simile in tanti anni che seguo la finanza. Un dato per tutti: taglio del 25% degli stipendi del pubblico impiego e disoccupazione giovanile al 62%.
Però, perlomeno, qualche importante risultato comincia ad arrivare, come l'avanzo primario ottenuto nei primi tre mesi dell'anno e soprattutto la discesa dei rendimenti sui bond ellenici a dieci anni: dal 29% al 10%. Altri ottimi risultati sono l'aumento delle prenotazioni alberghiere per le vacanze da parte dei turisti stranieri, +25% ed il primo mese (Aprile 2013) con saldo attivo tra numero di nuovi occupati e licenziati , +20.000 posti.
Certo, il "sangue" versato è stato tanto, ma già soltanto riuscire a vedere qualche spiraglio di luce (in Italia, paradossalmente, non abbiamo ancora dati positivi di questo tipo) infonde coraggio e motivazioni ad andare avanti.


sabato 11 maggio 2013

"Sell in May and go Away"?

Un vecchio adagio di borsa, che sugli adagi e gli aforismi vive (con l'occasione vi invito a visitare l'apposita sezione del blog), recita "Sell in May and go Away". Che significa, tradotto, "Vendi in Maggio e vattene Via". Negli anni io questo adagio l'ho ribattezzato, con un gioco di parole, "Sell in May and go Hawaii", quindi "Vendi in Maggio e vattene alla Hawaii (a goderti i soldi delle sudate plusvalenze!). Il fatto è che la frase, ormai proverbio, ha un'impressionante serie statistica a supportare l'assunto. Come potete vedere dal grafico che allego, chi avesse investito i propri risparmi sul Dow Jones dal 1° Maggio al 31 Ottobre (LINEA ROSSA) e poi avesse disinvestito tutto, rimanendo liquido, per il restante periodo dell'anno avrebbe preso delle batoste durissime, perdendo un sacco di soldi.
Chi invece avesse fatto l'esatto contrario, quindi comprando titoli del DJ dal 1° Novembre fino al 30 Aprile (LINEA VERDE), per poi rimanere completamente liquido nei restanti mesi avrebbe ottenuto risultati straordinari.
L'adagio si fonda sulla stagionalità delle borse, che nel periodo primaverile tendono a correggere i rialzi dei primissimi mesi dell'anno.
Naturalmente non tutti gli anni è così, e questo 2013, per come è partito Maggio, sembra confermarlo. Le borse vivono un buon momento ma una correzione ci starebbe tutta, anche considerando che raggiunti nuovi massimi (come per lo stesso Dow Jones), un ritracciamento a "testare" è nelle cose.
Staremo a vedere, nel frattempo se qualcuno a Maggio ha già in tasca un biglietto per le Hawaii che si degni di mandare almeno una cartolina....


mercoledì 8 maggio 2013

Il Dow Jones sfonda i 15.000 punti

E' accaduto ieri. Per la prima volta nella storia il Dow Jones, l'indice azionario americano delle trenta principali società statunitensi quotate in borsa, ha oltrepassato la soglia dei 15.000 punti. Le colonne d' Ercole dei mercati finanziari. 
Si entra dunque in un territorio sconosciuto, dove resistenze e supporti saranno tutti da costruire, con il passare dei giorni, delle settimane, dei mesi e sicuramente degli anni. Si perchè questo livello, vedrete, sarà più e più volte "circumnavigato". Certo già oggi si può parlare di soglia psicologica. Vedremo infatti in chiusura di giornata il primo riscontro, e cioè se dopo aver fatto la prima chiusura sopra tale livello se ne registrerà anche la seconda. Sarebbe un primo, infinitesimale, ma presente, consolidamento.
Nel frattempo, come sempre accade, il mondo della finanza si divide: da una parte, i pessimisti, che ritengono le borse vicine ad un'altra "bolla", con prezzi assolutamente non in linea con i fondamentali aziendali. Dall'altra, gli ottimisti, che intravvedono nuovi livelli ancora più ambiziosi, supportati da un ragionamento stupido ma efficace, secondo il quale, in fondo, per arrivare a questo nuovo record sono dovuti passare ben sei anni dal precedente.
La verità, come spesso accade, sta probabilmente nel mezzo. Per quanto mi riguarda, è anche inutile sapere chi avrà ragione. L'importante sarà riuscire a cavalcare quest'onda finchè avrà forza (ricordate i miei posts di inizio anno?) ed avere la prontezza di lasciare il mare all'arrivo della risacca.


lunedì 6 maggio 2013

Lo Studio Morse per il 2020

Ed Morse è un economista. Tra le altre cose, è a capo della ricerca mondiale sulle materie prime a Citigroup, una delle più importanti banche del mondo.
Nel Marzo del 2012 Ed Morse ha pubblicato uno studio, subito diventato una specie di best seller, dal titolo sintomatico: "Energy 2020: North America, the New Middle East?".
Secondo Morse, quindi, entro 8 anni il Nord America sarà, da un punto di vista del fabbisogno energetico, completamente autosufficiente. Il che comporterà non soltanto enormi cambiamenti economici, ma anche politici: gli Stati Uniti non avranno più molto interesse, ad esempio, a controllare, anche militarmente, zone strategiche del mondo come il Medio Oriente.
Già, ma come potrà accadere tutto questo?. La risposta è nella tecnologia, in particolare nelle nuove tecniche estrattive di due fondamentali materie prime: petrolio e gas naturale. Queste ultime non vengono più estratte trivellando pozzi, ma frantumando rocce argillose. Il risultato è quello di riuscire ad estrarre tali materie prime da queste rocce attraverso la tecnica del "fracking" (fratturazione idraulica): la roccia argillosa, che si chiama "scisto", è strutturata a lastre. Attraverso l'inserimento all'interno dei giacimenti di scisto di fluidi ad altissima pressione si ottiene una frattura della roccia, che libera petrolio e gas: "Shale Oil" e "Shale Gas".
Che lo scisto contenesse materie prime si sapeva da tempo, da decenni, ed anche la tecnica estrattiva era teoricamente nota. Negli anni però non era mai stata sviluppata, perchè molto costosa e soprattutto antieconomica al cospetto di un prezzo del barile che arrivò a toccare i 10 $ nei primi anni 2000.
Ora invece, complice l'alto, storicamente, costo del greggio e l'ottimizzazione della tecnica estrattiva è stato chiaramente dimostrato che conviene estrarre petrolio attraverso il fracking fino ad un prezzo per barile intorno ai 60 $. Se consideriamo che il greggio viaggia oggi intorno ai 95 $ al barile è evidente che c'è tantissimo vantaggio economico.
E così gli Stati Uniti stanno rapidamente diventando autosufficienti da un punto di vista energetico. Non a caso, un paese come il Canada, da sempre esportatore per gli americani oggi ha serie difficoltà a vendere il suo greggio. 
Secondo Morse lo sviluppo della filiera energetica, pur estremamente disordinato, è così impetuoso che gli Stati Uniti, che fino al 2007 importavano più di 5 milioni di barili al giorno (in prevalenza dal Medio Oriente e dal Golfo di Guinea) non avranno più bisogno di importare una goccia di Light Sweet già da quest’estateGià prima del 2020, dunque, gli Stati Uniti non solo saranno completamente autosufficienti ma saranno anche diventati un grande paese esportatore.
Uno studio che mette nel conto anche lo straordinario contributo dello shale gas, ovvero il metano estratto per fratturazione proprio come il petrolio. Attraverso il "fracking" si potrebbe passare dagli attuali 180mila miliardi di metri cubi di gas in riserve ai potenziali 800mila miliardi. In questo modo, in termini di anni, le riserve non durerebbero più 58 anni ma bensì oltre 200!. 
La rivoluzione energetica pone formidabili sfide a chi investe. C’era un tempo, fino a ieri, in cui funzionavano schemi molto semplici. 
Ripresa economica uguale rialzo di tutti i comparti energetici, rallentamento uguale ribasso. Lo shock da offerta in corso potrebbe però produrre un ribasso dell’energia anche in presenza di un’accelerazione del ciclo. Lo shock potrebbe poi attrarre capitali senza però remunerarli adeguatamente e la sovraproduzione potrebbe portare alla crisi (e perfino all’insolvenza) società che sembravano scoppiare di salute fino a un momento prima. C’è poi la segmentazione geografica, acuita dalla mancanza di infrastrutture di trasporto.
Al di là delle complesse ramificazioni della rivoluzione energetica resta il suo aspetto fondamentalmente positivo per l’economia globale, paragonabile per importanza strutturale al Quantitative easing. In un mondo appesantito dall’invecchiamento demografico e dalla crisi fiscale porta un sostegno decisivo. Appaiono a questo punto un po’ meno temibili, nei prossimi anni, crisi geopolitiche improvvise come la Libia del 2011 o la stessa ipotesi di un attacco all’Iran.






giovedì 2 maggio 2013

La BCE ha tagliato i tassi

Ero stato facile profeta nell'ultimo post prima di questo, quando avevo previsto per oggi un probabile taglio del tasso di sconto in Europa da parte della BCE. Stamane, forse anche un pò in ritardo (almeno per i miei "gusti" in materia di politica economica), Draghi ha dato una sforbiciatina al tasso di rifinanziamento: 25 basis points, da 0,75% a 0,5%.
"Naturalmente" le Borse perdono!. Infatti, per chi ancora non fosse sufficientemente smaliziato in materia, bisogna ricordare che i mercati azionari scontano sempre in anticipo qualsiasi manovra di politica monetaria, o qualsiasi informazione o notizia, che li riguardi. In questo caso, siccome era chiaro da tempo che una riduzione dei tassi era nell'aria nel momento in cui il rumors è diventato realtà i mercati avevano già lo sguardo altrove....Dove direte voi?. Probabilmente alle parole dello stesso Draghi, pronunciate alla conferenza stampa che ha accompagnato questa decisione.
Le condizioni del mercato del lavoro, infatti, «restano deboli» ha detto il governatore. Per questo motivo i Paesi dell'Eurozona «non devono allentare gli sforzi per ridurre i deficit, e dovrebbero continuare a promuovere riforme strutturali». Non va però sottovalutato il fatto che i mercati perdono anche perchè probabilmente si aspettavano un taglio più corposo (come io avevo previsto), e cioè di 50 punti. Questo anche perchè sempre ieri la Federal Reserve americana non ha escluso ulteriori manovre di politica monetaria espansiva, dando così l'impressione (e non solo quella) di essere molto più aggressiva della BCE. In effetti, sintomatico di questo passaggio è l'attuale cambio euro/dollaro, con il primo che si è molto rafforzato sul secondo (con il taglio di oggi sarebbe dovuta accadere la cosa opposta). 
Draghi comunque qualche porta aperta l'ha lasciata, come la possibilità di applicare tassi negativi alle banche commerciali.
Da un punto di vista statico i tassi in eurolandia restano personalmente troppo alti. Il Giappone è a zero, gli Usa a 0,25%. La stessa Cina ha si tasso di sconto al 6% ma cresce al 7,5%!. Il che praticamente equivale a tassi negativi. Insomma, con Draghi siamo lontani anni luce dalla dissennata gestione della BCE portata avanti da Trichet (uno che i tassi, in recessione, li aumentava!!!), ma siamo qualche passo indietro rispetto a Kuroda e Bernanke.



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