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Riapre il Blog....

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Gentili clienti, Cari Amici, ebbene si, ho deciso di riaprire il mio Blog. Da oggi Investimeglio.blogspot.it tornerà a dispensare odiose pillole di finanza, noiose teorie di asset allocations, insopportabili approfondimenti delle notizie più rilevanti che riguardano il risparmio e quindi i nostri pochi o tanti averi. Ho deciso di ricominciare spinto dalle vostre sollecitazioni, che mi hanno fatto un grande piacere. Non so con quale frequenza tornerò a pubblicare posts. Per il momento ho un pò aggiornato la grafica e conto di tornare a pieno "regime" dal mese di Ottobre. Certamente scriverò solo quando ci sarà realmente qualcosa da dire. Il tempo e la personale predisposizione mentale all' "essenziale" mi impediscono di tormentarvi troppo!. Se i miei posts vi piaceranno non esitate a condividerli con i vostri amici, i vostri conoscenti, i vostri familiari. In tal modo mi aiuterete a rendermi noioso con sempre più persone (bisogna essere ambiziosi nella vita, si…

Drogati fino al collo

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Torno a scrivere un post dopo oltre un mese dal precedente. Onestamente, non avevo (e non ho) molto da dire. Le massicce dosi di "droga" iniettate dalla Fed, dalla Bce e dalla Boj, con i loro giganteschi piani di stimolo monetario, hanno creato una realtà parallela: le borse salgono, i mercati obbligazionari volano e le economie reali, quando va bene, ristagnano. Didier Saint Georges, numero due di Carmignac, nella sua nota mensile (lucidissima come sempre) sostiene che viviamo nella "scarsità" di crescita. Scrive Saint-Georges che il 2015 magari sarà un anno di ripresa, grazie soprattutto all'euro debole, ma non dovremo aspettarci rialzi del Pil in giro per l'Europa superiori, al massimo, all'1%. Una ripresa dentro un trend decennale ormai di declino e recessione. Trend che per vari motivi-crescita demografica bassa, riforme istituzionali e non appena abbozzate, etc- rimarrà sostanzialmente invariato. Dentro questo contesto l'ammirevole, per certi ver…

Yanis Varoufakis: il Guerriero Greco

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Enea, Ulisse, Patroclo, Achille. Eroi della mitologia greca. Guerrieri del passato. Oggi, forse, la penisola ellenica ha trovato il suo guerriero del terzo millennio: Yanis Varoufakis, il neo ministro delle Finanze del governo di Alexis Tsipras. Un duro, Varoufakis. A partire dal suo look informale, fatto di camicie fuori dai pantaloni, giacconi di pelle, scarponcini alti, ed il rigoroso rifiuto della cravatta d'ordinanza. E già questo, per me, è un segnale di discontinuità con i soloni di Bruxelles, con le liturgie e gli orpelli del cerimoniale europeo. Ma Varoufakis è un duro anche a parole, e a fatti: "la Grecia non riconosce la Troika, comitato costruito con cemento imputridito"; "siamo d'accordo nel non essere d'accordo"(riferendosi oggi all'incontro con il ministro delle finanze tedesco). Ed ancora, a proposito di fatti: su sua iniziativa il primo atto della prima riunione del neo governo greco è stato il blocco del decreto attuativo della priv…

Rendimenti subatomici

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Ogni giorno, spesso più volte al giorno, leggo i rendimenti dei titoli di stato in circolazione nel mondo. Sarà perchè  Bloomberg ha appena cambiato la sua interfaccia grafica (più accattivante devo dire) ma l'ultima volta che l'ho fatto, pur conoscendo praticamente a memoria quei dati devo dire che ne sono stato sorpreso. Sciorinandone qualcuno penso che anche voi proverete lo stesso stupore. Oggi sottoscrivere un Bund (titolo di stato tedesco di durata pari a 10 anni) rende, LORDO, un interesse ANNUO dello 0,35%. La versione trentennale (30 anni...) offre un tasso di interesse, LORDO ANNUO, dell' 1,03%.  Si dirà: certo, il rendimento è inesistente (anzi decisamente negativo considerando oneri, commissioni e tassazioni varie) ma è tale in quanto non c'è niente di più sicuro al mondo che comprare un titolo tedesco. Pochissimo rischio, pochissimo rendimento. Che dire però di un Oat (titolo di stato francese sempre a 10 anni) che "offre" un rendimento lordo dello 0,…

Finally....Mario!

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Parafrasando la frase di benvenuto che i supporters del Liverpool dedicarono all'arrivo di Balotelli tra i Reds (poi sappiamo come sta andando a finire....) ecco dunque che  finalmente, dopo troppi mesi di attesa, anche la Bce ha compreso che non è più tempo di fioretto, ma di clava. La stampa ha parlato invece di bazooka, forse esagerando nel giudicare il primo "quantitative easing" dell'istituto di Francoforte. Sottolineo subito il "primo", perchè non è escluso (lo ha detto anche la Bce stessa) che a Settembre 2016, quando il piano terminerà, non ne possa partire un secondo. Dipenderà da come saranno, per allora, gli indicatori economici. Ricordo a tutti che negli USA, prima di vedere risultati tangibili in termini di crescita e soprattutto di occupazione, ne hanno dovuti varare ben tre. Uno più imponente dell'altro. Ma veniamo alla "ciccia" che Draghi ha gettato in pasto ai mercati: 60 mld di € al mese di acquisto di titoli di stato, covered, …

Quasi tutto previsto....

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Nei mesi scorsi ho più volte scritto della probabile discesa del prezzo del petrolio a livelli intorno ai 60 $ al barile. Il 16 Ottobre scorso avevo scritto un post specifico sull'argomento, spiegando che la vertiginosa discesa era ed è attribuibile quasi esclusivamente alla volontà dei paesi produttori del Medio Oriente di tenere fuori dal mercato del greggio gli USA, ormai protagonisti del settore grazie al celeberrimo "Shale Oil", il petrolio estratto attraverso il fracking, procedimento assai costoso ed antieconomico con un prezzo del barile, appunto, intorno ai 60 $. Oggi il "Light Crude" quota intorno a 55 $: direi che ci siamo. Nel senso che non credo che il prezzo scenderà ulteriormente. L'obiettivo è stato sostanzialmente raggiunto: spingere i prezzi ancora più giù comincerebbe ad essere un problema di redditività anche per paesi come l'Arabia Saudita. Più facile prevedere invece una prolungata (mesi?) fase di stabilizzazione intorno a questa qu…

Esito referendum svizzero: proposte tutte bocciate!

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Tutti e tre i referendum svizzeri di cui avevo scritto tempo fa sono stati bocciati. Dunque niente ritorno parziale al "Gold Standard", e nessun cambiamento nella politica aurifera elvetica. Immediati i contraccolpi sull'oro giallo, con le quotazioni che sono tornate intorno ai 1.100 $ dollari l'oncia, dunque sui minimi di lungo periodo. Fino a pochissimi giorni prima dei referendum si era invece assistito ad un robusto rimbalzo, che aveva portato i prezzi a ridosso di 1.200 $. Cambio franco svizzero/euro dunque stabile in area 1,2 e un'altra mina vagante schivata dai mercati finanziari. Schiacciante la vittoria del No, con oltre il 70% dei consensi. Un esito che invece era apparso in bilico fino a pochi giorni fa, con i sondaggi che sembravano presagire un testa a testa. Evidentemente gli svizzeri hanno capito che gli svantaggi potevano superare i benefici e si sono comportati di conseguenza.